Mutui: era dei tassi bassi al capolinea, quelli fissi prendono il volo

7 Aprile 2022, di Mariangela Tessa

È ormai al capolinea l’era dei mutui a tassi di interesse al di sotto del 2%. Complice l’aumento del costo del denaro, l’indicatore Eurirs (utilizzati per determinare il tasso finale dei mutui a tasso fisso), dall’inizio del 2022 è aumentato di 70 centesimi per i prestiti ventennali e di 50 centesimi per quelli trentennali. Meno fibrillazioni si sono registrate, invece, per i tassi variabili, dato che l’Euribor è praticamente fermo a -0,53% per il mensile e a -0,47% per il trimestrale.

Secondo il portale Mutui online, per i mutui a venti anni il tasso fisso medio tra le varie offerte sul mercato è all’1,45% nominale, 1,65% effettivo, con una rata di 576 euro, mentre per quelli a tasso variabile la percentuale è dello 0,64%, ovvero, lo 0,83% effettivo, con una rata di 533 euro.

Se facciamo riferimento ai prestiti trentennali, la forbice tra tassi fissi e tassi variabili aumenta in maniera significativa. L’indice dei primi è dell’1,67%, ossia l’1,77% effettivo, e la rata è pari a 421 euro, invece, per i secondi, il parametro è dello 0,76%, lo 0,92% effettivo, con una rata di 373 euro.

Domanda trainata dagli under 36

La crescita dei tassi non sembra tuttavia ridurre la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa, mentre scende ancora l’età dei papabili mutuatari che sono perlopiù under 36, favoriti da tassi agevolati e dalle misure predisposte dal governo per i giovani.

Secondo un’analisi di Facile.it, nel primo trimestre dell’anno, il 77% delle domandedi finanziamento raccolte online era per l’acquisto dell’abitazione principale, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021.

In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, poco più di 35 anni (l’età era di 39 anno nel primo trimestre 2021). Più in generale, l’età media degli aspiranti mutuatari è scesa a 37 anni e mezzo (era 41 anni appena 12 mesi fa).

“Sull’aumento del peso percentuale dei mutui prima casa ha inciso da un lato l’incremento del numero di giovani che, grazie agli incentivi, possono rivolgersi ad un istituto di credito per l’acquisto dell’abitazione, dall’altro, il calo delle surroghe, che oggi rappresentano meno del 10% del totale richieste mentre nel primo trimestre dello scorso anno erano pari a circa un quarto della domanda”, spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.

L’importo medio richiesto per l’acquisto dell’abitazione principale è stabile a 146.319 euro da restituire in 26 anni (erano 25 anni nel 2021).