Musei “decapitati”: no alla “sospensiva urgente” sui direttori

31 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Il Consiglio di Stato si è fatto sentire: la “sospensiva urgente” richiesta dal Ministro dei beni culturali Dario Franceschini affinché i Direttori dei Musei tornino a lavorare è stata bocciata.

In pratica, dice l’alto Tribunale amministrativo che non c’è fretta, possono aspettare, arriva la bella stagione e possono anche fare un po’ di vacanza: non tutti i mali vengono per nuocere!

Insomma l’Italia, non a torto definita un “Museo a cielo aperto”, detentore assoluto del 50% delle bellezze storiche, artistiche, archeologiche e culturali a livello planetario, può rimanere, anche se provvisoriamente, senza Direttori responsabili.

Che in Italia non funzionasse niente e men che mai la giustizia, lo sapevamo da tempo e ogni anno la Corte europea di Starsburgo ce lo ricorda anche con pesanti sanzioni.

Ma che addirittura non si potesse concedere manco una “sospensiva” alla recente Sentenza del TAR che ha annullato la nomina di cinque Direttori, questo lo abbiamo appreso oggi: non è mai troppo tardi e ogni giorno è una sopresa!

L’Italia è grande, è bella, è anche un po’ astrusa, a volte poco o affatto  comprensibile per tanti cittadini che circolano questo nostro mondo. Ce ne dobbiamo fare una ragione: nella vita non si può avere tutto e ogni Paese ha i Giudici che si merita!

Insomma dobbiamo aspettare il giudizio di merito, verso metà giugno prossimo, si dice, trattandosi di un giudizio divino del consesso più importante della nostra giustizia amministrativa: cose grosse, verrebbe da dire, incrociamo le dita.

Si contesta un concorso aperto anche agli stranieri e, per la prima volta, dopo la protesta del Sindacato della Reggia di Caserta dove si lamentava pubblicamente che il neo direttore – nominato proprio in quel concorso – lavorava troppo, oggi sembra che siano state violate alcune norme basilari.

Non conosco bene la vicenda, non  è materia mia e mi limito a fare qualche osservazione come un “Ciccillo CACACE” qualunque.

Quello che tuttavia so è che queste nomine hanno consentito un incremento di presenze e di fatturato di oltre il 20% su scala nazionale.

Beninteso, non è niente in confronto al nostro potenziale, ma solo un segnale di una inversione di tendenza, un semplice avviso che le cose possono funzionare anche in Italia.

Ecco, qualcuno lo faccia presente a questa superiore divinità amministrativa che non intende sospendere un provvedimento per fare funzionare meglio una macchina complessa, l’Italia deve correre per uscire dalla palude, dalla inefficienza e dallo sfascio che dura da qualche secolo.