Mps, rumor: necessario aumento capitale più pesante dopo Bce

16 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – E’ terminato a Siena il cda di Banca Mps che ha esaminato le risposte da inviare alla Bce sul capital plan messo a punto dalla banca per coprire la mancanza di patrimonio di 2,1 miliardi.

Nessun commento è stato rilasciato ai giornalisti dai consiglieri di amministrazione, mentre uscivano dalla sede dell’istituto di Rocca Salimbeni.
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SIENA (WSI) – Giornata cruciale per il futuro di Monte dei Paschi di Siena, con il consiglio di amministrazione che si riunisce all’indomani dell’incontro con la Bce.

Stando a quanto riporta Reuters, nella giornata di ieri i dirigenti della banca senese hanno fatto l’ultimo sforzo per persuadere il nuovo responsabile della supervisione bancaria in Eurozona, Daniele Nouy, a smorzare le richieste sui requisiti patrimoniali. Alle 10.35 circa, il titolo scende -1,04% a 0,4587. Secondo i dati di Borsa Italia, nell’ultimo mese le quotazioni sono calate -12,55%; negli ultimi sei mesi la performance è stata di -65,77% e in 1 anno di -60,72%.

Secondo le fonti, il presidente Alessandro Profumo e il CEO Fabrizio Viola hanno incontrato ieri Nouy, nella speranza di convincerla ad abbassare le richieste di capitale, proponendo in cambio di imputare a bilancio 3 miliardi di euro circa di ulteriori svalutazioni di crediti inesigibili del quarto trimestre del 2014.

Sarebbe di fatto una risposta alle richieste dell’Eurotower. La Bce ritiene infatti che, nel caso in cui Mps non svalutasse quei prestiti, dovrebbe accantonare un ammontare di capitale sufficiente per riflettere le perdite potenziali.

A Mps è stato chiesto di portare il suo core capital ratio al 14,3% dal 12,8% della fine di settembre. La banca deve già raccogliere 2,5 miliardi di euro, causa la sonora bocciatura negli stress test dello scorso anno.

“Sembra ormai chiaro che la soglia di Common Equity Tier 1 ratio al 14,3% richiesta ed emersa nei giorni scorsi non comprenderebbe l’impatto dell’asset quality review, ovvero 320bps”, hanno sottolineato stamattina gli esperti di Equita (rating hold e target price a 0,59 euro confermati sul titolo).

“Questo implica che nel caso in cui, come ci attendiamo nel quarto trimestre 2014, Mps decidesse di spesare tutte le rettifiche residue da asset quality review: 3,1 miliardi di euro contro un totale di 4,2 miliardi, la soglia di Common Equity Tier 1 ratio richiesta dalla Bce si abbasserebbe all’11%, quindi al di sotto del 12% a cui arriverebbe post aumento di capitale”.

Secondo Banca IMI, la valutazione di Mps di Banca Imi incorpora già il pieno impatto delle rettifiche e l’aumento di capitale. “Accoglieremmo positivamente una pulizia di bilancio completa da parte di Mps, ma riteniamo che il mercato reagirebbe negativamente a un incremento della dimensione dell’aumento di capitale, se confermato”, hanno sottolineato, reiterando un rating hold e un target price a 0,63 euro.

E si parla a tal proposito della necessità di un aumento di capitale più pesante dei 2,5 miliardi di euro ipotizzati. Secondo Mf-Milano Finanza, “la necessità di capitale potrebbe aumentare di 2 miliardi per garantire non solo la copertura del deficit, ma anche la futura operatività della banca. Un aumento di tale portata, ha spiegato Mf-Milano Finanza, potrebbe infatti consentire a Mps di assorbire senza problemi le perdite che emergerebbero a seguito del completamento della pulizia del portafoglio crediti, favorendo allo stesso tempo un’operazione di consolidamento con un altro soggetto bancario, che andrebbe a nozze con un istituto ormai risanato”.

Intanto Ubi Banca conferma che non ha assolutamente intenzione di acquistare gli sportelli di Antonveneta da Monte dei Paschi. “Non è proprio all’ordine del giorno”, ha detto l’ad, Victor Massiah, a margine dell’Ubs Conference.

“E’ assolutamente falso. Siamo un po’ dispiaciuti che si diano delle notizie scorrette per una società quotata”. (Lna)

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NEW YORK (WSI) – Fari del marcato su Mps in vista della riunione di domani del cda. All’ordine del giorno, i risultati dell’incontro di oggi del presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola con i vertici della Banca centrale europea, da cui dovrebbe dipendere il futuro del gruppo bancario senese ancora alla ricerca di un suo equilibrio.

Sul tavolo i dettagli dell’aumento di capitale che Banca Mps varerà nei prossimi mesi e che dovrebbe essere da 2,5 miliardi di euro. Una cifra che dovrebbe far fronte allo shortfall da 2,1 miliardi emerso per la banca in occasione degli ultimi stress test. I manager, poi, domani presenteranno il disegno di rafforzamento patrimoniale della banca al consiglio di amministrazione.

Il titolo intanto sale a piazza Affari, ma un passo indietro rispetto agli altri istituti di credito italiani. Mentre Intesa Sanpaolo svetta con un progresso del 3,8%, Bper del 2,6% e Banco Popolare del 2,2% e le altre banche salgono di oltre l’1%, Mps segna un progresso dello 0,8% attestandosi a 0,46 euro. (mt)