Mps: rosso da 380 milioni. E ha sempre più derivati

8 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Monte dei Paschi di Siena fa luce su un rosso di 380 milioni di euro nel primo semestre, con un risultato che delude gli analisti anche se migliora rispetto alla perdita di 1,5 miliardi di un anno fa.

La banca ha segnato una perdita di 100 milioni nel primo trimestre e i restanti 280 milioni nel secondo, mentre le previsioni della comunità finanziaria per gli ultimi tre mesi erano di una perdita di 149 milioni. Cala anche il margine della gestione finanziaria e assicurativa del gruppo, che si è attestato a circa 2,18 miliardi di euro, registrando una flessione del 13,2% sul primo trimestre 2013 e del 22,1% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

A preoccupare, oltre al risultato negativo, è l’aumento dei derivati nella pancia dell’istituto, che non sembra quindi avere imparato la lezione dopo il buco causato dall’utilizzo dei titoli tossici Alexandria e Santorini. Il portafoglio titoli e derivati del gruppo a fine giugno risulta infatti pari a 40,5 miliardi di euro, in aumento di circa 2,5 miliardi di euro rispetto a marzo.

“Il primo semestre conferma l’impegno e l’efficacia delle azioni messe in campo dalla banca in questi mesi e che hanno permesso di migliorare sensibilmente il profilo patrimoniale e finanziario del gruppo che nel passato è stato fonte di problema”, ha commentato l’amministratore delegato Fabrizio Viola. “Abbiamo lavorato molto per migliorare la banca e per renderla più solida e per fare in modo che sia percepito dal mercato”, ha aggiunto evidenziando “il miglioramento dell’efficienza operativa”.

Mentre il responsabile finanziario Bernardo Mingrone ha precisato che “il piano di ristrutturazione della banca non è messo in dubbio dall’Ue”, semmai si chiede di “migliorare alcuni aspetti”, riferendosi alla lettera con cui il commissario Ue alla concorrenza, Joaquin Almunia ha avvertito il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che tale piano è troppo morbido sul fronte dei compensi dei manager, del taglio dei costi e del trattamento dei creditori.

Dalla trimestrale emerge inoltre che la raccolta complessiva della banca si è attestata a circa 242 miliardi di euro, in calo dell’1,8 per cento. Mentre l’istituto ha registrato un’esposizione netta in termini di crediti deteriorati pari a circa 19 miliardi di euro, corrispondente al 13,8% degli impieghi complessivi verso clientela.

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