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Mps, nella data room entra anche Amco. Mcc interessata solo a sportelli

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Dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni in merito ad un possibile interessamento del Mediocredito Centrale ad alcuni asset del Monte dei Paschi, la banca toscana, su sollecitazione della Consob ha confermato attraverso un comunicato l’accesso ad una partizione della data room al Mediocredito Centrale, con informazioni relative ad una selezione di sportelli bancari.

Secondo fonti vicine al dossier, Mediocredito Centrale sarebbe disponibile a valutare l’acquisto delle filiali Mps in Puglia e Sicilia, che rappresenterebbero un doppione vista la forte presenza di Unicredit in quelle aree. Non ci sarebbe invece l’interesse all’acquisizione del marchio Mps, che non rientra nella mission di MCC, ovvero razionalizzare il sistema creditizio del Mezzogiorno. Infine, non sarebbero nel perimetro della trattativa con MCC neanche Mps Capital Services né il Consorzio informatico.

La banca toscana ha anche precisato di avere predisposto una data room focalizzata sugli aspetti inerenti ai crediti deteriorati e crediti classificati come Stage 2, alla quale ha avuto accesso Amco, società controllata dal ministero dell’Economia e specializzata nella gestione degli Npl. Amco non è nuova nella vicenda Mps, nello scorso autunno, attraverso una complessa operazione finanziaria, aveva rilevato 8 miliardi di crediti deteriorati dalla banca toscana.

Mps, in attesa di novità sul fronte Unicredit

Intanto entro la prima decade di settembre da Unicredit dovrebbero arrivare aggiornamenti circa l’analisi condotta su Mps: la banca milanese, salvo proroghe della due diligence, si ritroverà a discutere con il ministero dell’Economia il perimetro delle attività di Mps a cui è interessata. Fra le condizioni poste dall’a.d. Andrea Orcel per il buon fine dell’operazione ci sono che sia neutrale per il capitale di Unicredit e che ne accresca l’utile per azione.

La definizione del perimetro è del resto il primo dei punti che dovranno precedere la quantificazione dell’aumento di capitale che il ministero dell’Economia dovrà realizzare su Mps prima della cessione. L’aumento è stimato nell’ordine dei 2,5-3 miliardi di euro. Solo a quel punto UniCredit potrà ottenere e beneficiare della misura sulle Dta, le imposte attive differite trasformabili in un credito fiscale per 2,2 miliardi di euro. Queste però devono essere utilizzate entro la fine dell’anno, salvo una proroga dell’ultima ora.