Mps: nel nuovo piano ricapitalizzazione fino a 2,5 mld e riduzione di 2.670 dipendenti

17 Dicembre 2020, di Massimiliano Volpe

Il cda di Mps ha approvato questa sera il nuovo piano industriale per il periodo 2021-2025, avendo presenti, fra l’altro, i Commitment assunti dal governo italiano con la Bce.
Il piano è stato, quindi, elaborato ipotizzando iniziative strategiche coerenti con un mantenimento dell’attuale modello operativo e dell’infrastruttura tecnologica della banca, al fine di non porre vincoli ad ipotesi aggregative.

Mps, servono nuove risorse per 2,5 miliardi di euro

Dal punto di vista patrimoniale, il nuovo piano di Mps prevede un rafforzamento del capitale, quantificato tra 2 e 2,5 miliardi di euro, necessario per consentire alla banca di ripristinare gli indicatori di patrimonio regolamentare, con un indicatore di CET1 superiore al 12% e di affrontare gli oneri di ristrutturazione legati alla riduzione sostenibile dei costi aziendali.

A mettere mano al portafoglio con 1,7 miliardi di euro, sarebbe soprattutto il ministero dell’Economia, attualmente primo azionista della banca senese con il 68% del capitale ma che dovrebbe uscire dall’azionariato entro la fine del prossimo anno in vista della sua privatizzazione. L’ipotesi più accreditata è quella di fusione con Unicredit di cui si discute già da tempo e che potrebbe avere subito un’accelerazione dopo l’addio dell’a.d. Jean Pierre Mustier, che contrario a questa aggregazione, lascerà la banca milanese nella prossima primavera.

Quanto alle scelte fondamentali operate dal nuovo piano industriale di Mps, che potrebbero essere soggette a cambiamenti a seguito di un confronto con l’azionista ministero dell’Economia si articolano su tre pilastri: focalizzazione del modello di business sulla clientela chiave, in linea con le quote di mercato storiche e la graduale uscita da segmenti ad elevato assorbimento di capitale e ridotta redditività; semplificazione organizzativa e l’avvicinamento del modello operativo al business; rafforzamento del bilancio ed il continuo focus sulla gestione dei rischi.

Pareggio di bilancio nel 2022

Dal punto di vista reddituale, il piano del Monte dei Paschi prevede un risultato netto in pareggio nel 2022 e in utile a partire dal 2023. Nel 2021 il conto economico sarà invece ancora penalizzato dagli oneri di ristrutturazione e da rettifiche di valore su crediti legate alla emergenza pandemica, ma con una attività commerciale in linea con quanto osservato nella seconda metà del 2020.

Riduzione dell’organico

Per quanto concerne la dinamica degli organici il nuovo piano industriale di Mps prevede una riduzione stimata – che tiene conto delle uscite, tramite il ricorso al fondo di solidarietà e turnover naturale, e dei nuovi ingressi – nell’arco di piano 2021-2025 di circa 2.670 persone.

Sulla riduzione del personale Lando Maria Sileoni, leader della Fabi, il principale sindacato dei bancari italiani, questa mattina aveva chiarito “Noi siamo pronti a scendere in piazza se la situazione non si chiarirà al più presto, partendo dalla tutela dei posti di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori bancari. Non possiamo più tollerare che le istituzioni, ad ogni livello, diano sistematicamente per scontato che qualunque ipotesi di soluzioni ai problemi di Mps debba essere accettata, dal sindacato, a scatola chiusa, senza contraddittorio utilizzando, come minaccia una volta le richieste della Bce o in alternativa la difficile situazione economica del paese”.