Unicredit, l’a.d. Mustier lascerà la banca ad aprile

30 Novembre 2020, di Massimiliano Volpe

UniCredit ha annunciato oggi che il suo attuale ceo, Jean Pierre Mustier, ha informato il consiglio di amministrazione che si ritirerà dal suo ruolo alla fine del mandato in corso, che scade nell’aprile 2021 insieme a quello dell’intero consiglio.

Mustier, i motivi della decisione

La decisione di Mustier arriva dopo il consiglio di amministrazione informale che si è tenuto nella giornata di domenica, con il Governo in pressing per sponsorizzare la combinazione tra Unicredit ed Mps, che Mustier ha sempre respinto.

Nel corso degli ultimi mesi è emerso che la strategia del Piano industriale Team 23 e i suoi pilastri fondanti non sono più in linea con l’attuale visione del consiglio di amministrazione. Di conseguenza ho preso la decisione di lasciare il Gruppo alla fine del mio mandato ad aprile 2021, in modo da consentire al consiglio di definire la strategia futura ha dichiarato Mustier.

Mercoledì è prevista la riunione del Comitato Nomine che darà ufficialmente inizio al procedimento relativo alla governance che si concluderà, dopo la definizione della lista per il cda, con la nomina nell’assemblea di primavera.

Cambio ai vertici, i candidati in lizza

Tra i possibili successori di Mustier il Sole 24 Ore ha indicato una serie di ipotesi:

Diego De Giorgi, ad esempio, l’ex capo dell’investment banking di Bank of America portato dallo stesso Mustier nel consiglio di UniCredit, o Matteo Del Fante, ceo di Poste.
C’è chi guarda anche a Victor Massiah, ex ceo di Ubi storicamente in buoni rapporti con il presidente designato Padoan, o Marco Morelli fino a pochi mesi fa ceo di Mps e ora approdato in Axa Investments.
Tra i manager interni, in pole position figurerebbero Carlo Vivaldi, co-chief operating officer, e Francesco Giordano, co-ceo del commercial banking Western Europe”.

Nomi simili quelli riportati da La Stampa che non esclude l’ipotesi di Alberto Nagel (a.d. di Mediobanca) e invece ritiene fuori gioco Massiah per via di un patto biennale di non concorrenza con Intesa Sanpaolo.