Moscovici: giusto aiutare poveri, ma così “pagheranno generazioni future”

22 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

Pur riconoscendo che il governo italiano non intende tornare indietro sui suoi passi, il commissario agli Affari Economici europei dice di aver tuttavia risentito “una cosa molto importante”: lo spirito. “Mi hanno detto che siamo in disaccordo ma nel contesto delle regole comuni europee”, ha osservato Pierre Moscovici.

L’UE aspetta dall’Italia in giornata una risposta alla lettera sulla manovra finanziaria, criticata per “inadempienze molto gravi”. Questa posizione “rigida” dell’Europa, gli chiedono i commentatori dell’emittente radio France Inter nell’intervista andata in onda stamattina, “è una negazione della democrazia“?

“In un paese con sei milioni di poveri“, ha spiegato l’ex ministro delle Finanze francese, “è naturale che vengano messe in atto delle misure contro la povertà, ma tutte queste politiche (come anche quelle di investimento nelle infrastrutture) devono essere compatibili con le norme comunitarie vincolanti”.

L’UE, in sintesi, non chiede che non vengano adottate dunque iniziativa a sostegno dei meno abbienti e disoccupati o di rilancio della crescita tramite gli investimenti, ma che venga fatto questo rispettando al contempo la traiettoria di riduzione del debito pubblico e del deficit strutturale.

“L’Italia può fare la propria politica di bilancio, ma rispettando delle regole comuni, come fanno tutti i Paesi da 10 anni, è questo che fa che apparteniamo insieme all’area euro”, dice il Commissario, secondo cui le situazioni in termini di deficit strutturali tra Italia e Francia “non sono paragonabili”.

“Il rischio è che non rilanci affatto la crescita, perché c’è poco investimento in questa politica di rilancio, ma anzi che l’affossi. Chi pagherà il debito?” Le generazioni future. “Ecco perché un bilancio che aumenta il debito non è buono per il popolo. Sono sempre i più vulnerabili che alla fine dovranno pagare”.

L’intento di Moscovici e delle autorità Ue non è quello di ritoccare la legge bensì di convincere l’Italia a presentare un secondo piano di bilancio, che tenga conto delle osservazioni fatte da Bruxelles e di altre questioni.

Cioè “quello che la Commissione non ha mai fatto, sarebbe una prima assoluta“. Moscovici ha comunque assicurato che l’organo esecutivo europeo cerca di evitare una crisi tra i due blocchi.

La Commissione “pensa che il posto dell’Italia sia nel cuore dell’Europa e dell’area euro e non al suo esterno”. “Vorrei che si rispetti questo e che l’Italia rispetti l’Europa”.

Il vice premier Luigi Di Maio ha ribadito che il governo intende rimanere all’interno dell’area, ma che non ha allo stesso tempo alcuna volontà di fare passi indietro sulla “manovra del popolo”. Moscovici critica questa espressione, osservando che anche se il popolo chiaramente è sovrano, il popolo uscirà penalizzato dalla legge di bilancio così come è stata strutturata, in particolare modo le generazioni future che dovranno pagare il conto.