Moody’s taglia le stime sul Pil italiano. E abbassa l’outlook delle banche a “negativo”

3 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

Notizie poco rassicuranti sul fronte dell’economia italiana. Questa volta arrivano dall’agenzia di rating Moody’s, che ha tagliato drasticamente le stime sul Pil 2023: si passa dal +2,7% atteso a zero. Un ridimensionamento drastico che riflette “dall’impatto del conflitto militare in Ucraina, crisi energetica e dell’alta inflazione”.

Nel mirino dell’agenzia di rating, sono finite anche le banche. Moody’s ha abbassato a negativo da stabile l’outlook sul settore bancario italiano. Secondo quanto scrive l’agenzia, l’aumento dei prezzi e le politiche di normalizzazione delle banche centrali nei prossimi 12-18 mesi avranno effetti negativi sul merito di credito di imprese e famiglie e quindi sullo stato di salute del settore bancario, indebolendo la qualità dei prestiti e la redditività e innescando la formazione di nuovi crediti problematici. Il rapporto sottolinea:

“Dopo più di un decennio di condizioni creditizie favorevoli, alimentate da tassi di interesse bassi e abbondante liquidità il ciclo del credito è rapidamente cambiato e i rischi stanno aumentando in tutto il settore del credito, con una probabile accelerazione delle insolvenze ed una liquidità che rimarrà scarsa”.

Le altre vittime del declassamento di Moody’s

L’Italia, se questo può consolare, non è l’unica ad entrare nel mirino della valutazione negativa: l’outlook bancario – ossia le prospettive future economiche – è stato abbassato a negativo sia per gli istituti italiani che per quelli tedeschi, oltre che per quelli della Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia. Louise Welin, senior credit officer di Moody’s, ha dichiarato:

“Prevediamo un ulteriore deterioramento delle condizioni operative, secondo il quale è possibile attendersi un deterioramento della qualità dei prestiti bancari, della redditività e dell’accesso ai finanziamenti”.

Uno spiraglio di luce arriva nei provvedimenti messi in atto dai governi per sostenere imprese e famiglie: “Prevediamo che i coefficienti patrimoniali delle banche italiane assorbiranno i rischi crescenti e rimarranno sostanzialmente solidi le misure governative per alleviare la pressione sulle imprese e sulle famiglie causata dall’aumento dei costi dell’energia, saranno di aiuto anche per il settore bancario”, conclude Moody’s.

Spread in aumento, rendimento Btp al 4,44%

Questa mattina intanto si registrano forti tensione sui titoli di Stato europei dopo le decisioni di ieri della Fed e il discorso del suo presidente Powell: il rendimento del Btp a dieci anni sale di 16 punti base al 4,44%, quello del Bund tedesco di 13 ‘basis point’. Qualche difficoltà registrata dalla piattaforma Bloomberg nell’avvio delle contrattazioni sui bond italiani, spagnoli e del Regno Unito, partite in leggero ritardo. Lo spread tra titoli del Tesoro e della Germania in questo contesto sale a quota 217 contro i 215 punti della chiusura di ieri.