Moody’s: Grecia fuori dall’euro? Potrebbe crescere più di altri paesi Ue

14 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Se si concretizzasse lo scenario Grexit, nell’immediato ci sarebbero “danni rilevanti” all’economia ellenica. E’ quanto ha scritto l’agenzia di rating Moody’s nel report odierno, con cui ha affermato che i rischi di contagio sarebbero decisamente più bassi rispetto a quelli dell’apice della crisi del 2012.

Non solo: “La crescita della Grecia potrebbe superare quella del resto dell’area euro”. E semmai sarebbe questo slancio, conseguente all’abbandono della valuta condivisa, che potrebbe creare problemi, perché “potrebbe innescare dibattito su ulteriori fuoriuscite”, afferma l’agenzia di rating in un rapporto.

Gli eventi degli ultimi tempi hanno giocoforza aumentato il rischio che la Grecia abbandoni l’area euro, ma le probabilità sono ad ogni modo più basse rispetto all’apice della crisi nel 2012.

“Le recenti turbolenze politiche in Grecia e le elezioni anticipate greche” vengono citate dall’agenzia di rating come i fattori dietro all’aumento del rischio di un’uscita della Grecia dalla area dell’euro.

Tuttavia, dice l’agenzia Usa, “la probabilità di un’uscita della Grecia è più bassa rispetto al 2012, picco della crisi e rimane relativamente improbabile“.

È questa in sintesi l’opinione espressa in un nuovo report da Moody’s Investor Service, secondo cui ci potrebbero essere implicazioni negative di credito per altri stati membri del blocco a 18, ma anche il rischio contagio è inferiore rispetto al 2012.

Il debito ellenico è pari al 177% del Pil. Syriza, il partito dato in vantaggio di 3-10 punti nei sondaggi pre elettorali, vuole che il paese rimanga all’interno dell’unione monetaria, ma proverà ad abbattere parte dell’ingente passivo statale.

I governi dell’area euro, secondo Moody’s, “si rifiuteranno di accettare la richiesta del nuovo esecutivo, in parte perché potrebbe creare un pericoloso precedente”. Altri paesi indebitati potrebbero fare lo stesso in futuro e si raggiungerebbe un punto di non ritorno.

Le elezioni generali si terranno il 25 gennaio, tre giorni dopo la riunione mensile della Bce. Ieri il leader del partito di sinistra Alexis Tsipras ha avvertito che l’avanzamento della Grecia è ostacolato dalla “tortura fiscale”.

(DaC)