Millennials: l’autonomia resta un sogno. La pensione è un miraggio

17 Maggio 2021, di Alessandra Caparello

I millennials italiani fanno molta fatica a diventare autonomi e indipendenti visto che ben il 50,3% degli under 35 vive infatti ancora con i propri genitori, mentre circa quattro giovani su dieci (38%) vivono da soli o con il proprio partner.

Millennials italiani senza prospettive

Così emerge dal Rapporto realizzato dal CNG con il supporto di Eures, sulle condizioni e prospettive occupazionali, retributive e contributive degli under 35. Ebbene la mancanza di certezze dal punto di vista occupazionale condiziona anche le scelte procreative, visto che mancano le condizioni per mettere su famiglia: solamente il 12% degli under 35 è proprietario della casa in cui abita. Uno su 10 (11%) ha provato ad acquistare un appartamento e il 7,8% è riuscito ad ottenere un mutuo, mentre a un terzo dei casi (3% del campione) il mutuo è stato rifiutato.  Il 40% dei giovani non prova nemmeno a chiederlo perché consapevole della mancanza di requisiti.

Giovani italiani intimoriti dalla pensione

Profonda inoltre la sfiducia dei giovani italiani nei confronti dell’attuale sistema pensionistico. Circa la metà degli under 35 intervistati (44%) immagina che andrà in pensione dopo i 70 anni. Otto giovani su dieci vivono negativamente il pensiero delle condizioni materiali di vita consentite dalla futura pensione, esprimendo al riguardo paura (29%), frustrazione (24%) o rassegnazione (25%).
I giovani risultano inoltre disinformati sul tema: la maggioranza del campione (53%) non conosce attraverso quale metodo venga calcolata la pensione per le nuove generazioni e sette giovani su dieci (68%) non conosce la propria situazione contributiva, non essendosi mai informato al riguardo.

Per la quasi totalità dei giovani intervistati (94%), infine, è lo Stato che dovrebbe impegnare le proprie risorse per assicurare una pensione adeguata alle nuove generazioni. In particolare, più di otto giovani su dieci (83%) è favorevole all’introduzione dei “contributi figurativi” e il 75% all’introduzione di una pensione di garanzia non inferiore a una soglia minima (ad oggi stimata in 660 euro mensili).
Per i giovani intervistati le risorse necessarie dovrebbero essere reperite attraverso un’attività di recupero dell’evasione fiscale (43%), oltre un terzo del campione auspica invece interventi redistributivi della ricchezza, in primis una tassazione più severa sui redditi alti (12%).