Microsoft, Facebook e Google: dream team per Intelligenza Artificiale

29 Settembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Microsoft, Google, Facebook, Amazon e IBM hanno fondato una sorta di coalizione per rendere più trasparenti i loro piani sull’intelligenza artificiale e provare a trovare insieme la soluzione migliore per l’ideazione di software e che ragionano da soli.

L’organizzazione si chiamerà “Partnership on AI” e non avrà scopo di lucro. L’obiettivo è rendere non solo più trasparenti ma anche più comprensibili i lavori di ricerca su una materia che ha grandi potenzialità in termini di innovazione ed evoluzione. L’obiettivo principale dell’Artificial Intelligence è quello di facilitare le attività e i compiti quotidiani, ma il rischio è che rimpiazzi anche gli esseri umani in alcuni lavori come il traduttore o l’operatore di un call-center.

A dirigere il progetto saranno Eric Horvitz di Microsoft Research e Mustafa Suleyman, cofondatore di DeepMind, la controllata di Google specializzata nell’intelligenza artificiale che è passata agli onori della cronaca qualche mese fa quando uno dei suoi sistemi ha battuto il campione mondiale di GO, un complesso gioco da tavola cinese.

L’amministratore delegato di Microsoft punta molto sul suo concetto di “democratizzare l’intelligenza artificiale” e condividere con i potenziali clienti e con gli altri grandi gruppi hi-tech le ricerche e scoperte nella nuova tecnologia.

Per accelerare il processo di unificazione tra ricerca e prodotto, e quindi fare in modo che gli investimenti fatti nella scienza fruttino in termini di fatturato e miglioramento dei prodotti come Skype Translate e Windows Hello, Satya Nadella ha annunciato la nascita di un nuovo gruppo di ricerca nell’intelligenza artificiale, una nuova organizzazione interna a Microsoft che unisce i team di ricercatori della divisione Microsoft Research con quelli responsabili dello sviluppo dell’assistente digitale Cortana e quelli del motore di ricerca Bing.

La nuova squadra conterà ben 5mila elementi, guidati da Harry Shum, che prima era a capo di Microsoft Research.