Merkel: un salario minimo per tutti i lavoratori Ue

13 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Un salario minimo comparabile per tutta l’UE, questa la richiesta che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto all’Unione europea nel corso di una conferenza dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) a Ginevra. Angela Merkel ha invitato l’UE a studiare modi per garantire che in tutti i paesi membri vi sia un salario minimo “comparabile”, sostenendo che ci dovrebbero essere pari condizioni di lavoro in tutta l’unione.

La Germania e altri membri dell’UE hanno già un salario minimo nazionale, ma è necessario esaminare come possiamo avere salari minimi comparabili, prendendo in considerazione il tenore di vita in luoghi diversi.

Il salario minimo non esiste in Italia, Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Svezia mente in Lituania, Estonia, Portogallo e Grecia il salario minimo è quello più basso. L’idea della cancelliera così è uniformare i paesi a un unico standard, ancorato al costo della vita nel paese in questione.  La leader tedesca, il cui governo ha adottato misure volte a colmare il divario retributivo tra i sessi, ha anche lamentato che molte aziende non hanno ancora dirigenti di alto livello femminile. La Merkel, che è la prima cancelliera femminile tedesca e che non intende candidarsi nuovamente nel 2021, negli ultimi mesi ha spesso espresso preoccupazione per la mancanza di donne nei ruoli di responsabilità.

“Anche nei paesi industrializzati, la parità tra donne e uomini nell’economia lascia molto a desiderare (…)  In Germania, solo un terzo delle donne sono state nominate nei consigli di sorveglianza delle grandi imprese, ma solo dopo aver approvato la legge perché per decenni, ogni autoregolamentazione non ha dato i suoi frutti. Ancora oggi, è vero che nelle grandi aziende industriali non c’è una donna che dirige una tale azienda. Ciò non può e non deve rimanere tale”.