Economia

Mercato del lavoro Usa delude, ma Wall Street limita i cali

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Gli Stati Uniti hanno creato 164 mila posti di lavoro in aprile, meno delle 192 mila unità attese, ma più dei 103 mila precedentemente riportati a marzo, dato che è stato rivisto a +135 mila. I numeri si confrontano con il guadagno mensile di 191 mila posti di lavoro di media nei 12 mesi precedenti, con i principali miglioramenti che si sono registrati nel settore dei servizi, manifatturiero, health care e delle attività nelle miniere.

Ma più che le nuove assunzioni, a preoccupare è il congelamento delle retribuzioni. I salari orari sono saliti dello 0,1%, meno dello 0,2% atteso su base mensile dopo lo 0,3% riportato a marzo. Su base annuale l’incremento è stato del 2,6%, meno del +2,7% previsto, che sarebbe stato in linea con i dati di marzo.

Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%, a fronte di aspettative che erano per un valore del 4%: sono i minimi dal 2001 (vedi grafico), ma sulla percentuale storicamente bassa ha influito il calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro, attestatosi al 62,8% sotto il 62,9% del mese precedente. In aprile 240 mila americani in meno facevano parte della forza lavoro ufficiale.

Sui mercati finanziari l’idea di un ciclo dei rialzi dei tassi meno aggressivo del previsto da parte della Federal Reserve favorisce l’azionario. Ciononostante sul Forex il dollaro riesce a consolidare i rialzi della settimana (il Dollar Index fa +0,1% a quota 92,51) con i dati macro in Europa che stanno penalizzando l’euro.

L’avvio è in calo ma moderato a Wall Street. La Borsa limita i ribassi, che erano più ampi nel preborsa prima delle 14.30. L’S&P 500 cede lo 0,23% circa al momento, facendo meglio di quanto non mostrassero gli schermi prima della pubblicazione del report occupazionale governativo. Il Dow Jones è poco variato, mentre il Nasdaq cede lo 0,35%.

Con i cali di avvio seduta, l’S&P 500 si è portato sulla media mobile a 200 giorni che si attesta a 2.615 punti, prima di risalire in area 2.625 punti. Le perdite sono al momento di appena 4 punti. È da marzo del 2016 che l’indice allargato della Borsa Usa non chiude al di sotto della media mobile a 200 giorni.