Mercati pagina 21
Petrolio e gas naturale volano mentre i mercati affrontano rischi geopolitici e possibili impatti sull’economia globale.
Il conflitto in Iran prosegue, con la crescente instabilità geopolitica e l’intensificarsi degli scontri in Medio Oriente frenano i mercati finanziari. Male soprattutto le borse europee, che risentono anche delle preoccupazioni globali, con il petrolio e il gas al centro dell’attenzione. Oggi alle 18 una nuova puntata del format video “What’s Next?”, a cura di Leopoldo Gasbarro, in cui si parlerà di questi e tanti altri dei temi caldi della settimana sui mercati, con gli ospiti della trasmissione.
Dal 1900 a oggi, un dollaro investito in azioni statunitensi sarebbe cresciuto a 124.854 dollari in termini nominali a fine 2025. Nello stesso arco temporale, le obbligazioni governative a lungo termine si sarebbero fermate a 284 dollari e i Treasury bill a 69. È uno dei risultati emersi dall’edizione 2026 del Global Investment Returns Yearbook di UBS.
Mercati in modalità risk-off mentre si allarga il conflitto in Medio Oriente. Ftse Mib a -2% nelle prime battute
Maxi-compenso per il numero uno di Unicredit, Andrea Orcel, grazie alle performance senza precedenti mostrate dalla banca
Il prezzo dell’oro sale tra tensioni in Medio Oriente e rendimenti obbligazionari bassi, con i futures e le società aurifere in rialzo mentre gli investitori cercano beni rifugio.
Il conflitto in Iran determina il passaggio ad un regime di volatilità in cui il rischio geopolitico diventa, nel breve periodo, la variabile dominante il premio per il rischio azionario a livello globale. L’attacco militare di per sé non è una sorpresa per il mercato, il dispiegamento di forze organizzato dagli Stati Uniti nel Golfo e le posizioni iraniane emerse dai recenti negoziati, avevano già determinato l’opzione di intervento militare come lo scenario base
Borse nel vortice del rischio geopolitico: Europa e Asia In rosso. Attesa apertura negativa anche a Wall Street. Corrono petrolio e oro
Prezzi del barile in forte rialzo dopo i raid congiunti di Washington e Tel Aviv contro l’Iran. Mercati in allerta per il rischio di stop prolungato allo stretto di Hormuz, snodo da oltre 14 milioni di barili al giorno. In mattinata, WTI a 72,57 dollari e Brent a 79,41
Il conglomerato di Omaha chiude il quarto trimestre con profitti operativi a 10,2 miliardi (-29%). Pesano assicurazioni e svalutazioni per 4,5 miliardi su Kraft Heinz e Occidental.