Economia

Oro in rialzo: l’incertezza geopolitica spinge i beni rifugio

La settimana dei mercati globali è iniziata in territorio negativo, con gli investitori messi alla prova dalle tensioni in Medio Oriente. Gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran hanno aumentato l’incertezza, influenzando negativamente le borse asiatiche ed europee.

In Asia, tutti i principali indici hanno aperto in calo, mentre in Europa l’indice paneuropeo Stoxx 600 ha segnato un ribasso di quasi l’1,6% nelle contrattazioni mattutine, con il settore petrolifero e del gas unico comparto in rialzo. In questo contesto turbolento, l’oro ha confermato il suo ruolo di bene rifugio. L’aumento della domanda di metalli preziosi è stato stimolato sia dalle tensioni geopolitiche sia dai rendimenti obbligazionari più bassi, che hanno reso gli investimenti a rischio meno attraenti.

Oro sale dopo lo scoppio della guerra in Iran

L’oro spot è salito del 2,2%, raggiungendo i 5.390,76 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro hanno registrato un balzo del 3,1% a 5.409,70 dollari. Anche le società aurifere asiatiche, in particolare quelle australiane, hanno beneficiato dell’ondata di acquisti: Northern Star Resources ed Evolution Mining hanno visto i propri titoli salire di oltre il 4%.

Kurt Hemecker, CEO di Gold Token SA, ha commentato: “Si registra chiaramente una rotazione tattica verso i metalli preziosi, soprattutto in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e timori di svalutazione delle valute.”

Tuttavia secondo gli analisti di Pepperstone, il picco dei prezzi dell’oro registrato dopo gli attacchi potrebbe parzialmente attenuarsi nei prossimi giorni, man mano che i mercati valutano l’impatto finanziario del conflitto in espansione. Michael Brown, stratega di Pepperstone, osserva che “i mercati sono notoriamente pessimi nel valutare correttamente il rischio geopolitico, con gli operatori che spesso passano da una reazione estrema a una più razionale nel tempo.”

Tuttavia, secondo Brown, gli eventi in Iran hanno rafforzato i fondamentali rialzisti per l’oro, che continuerà a beneficiare dei flussi verso i beni rifugio in un mondo sempre più incerto, sostenuto sia dalla domanda al dettaglio sia dalla richiesta da parte delle riserve.

L’analista non esclude un possibile ulteriore rialzo verso i 6.000 dollari l’oncia entro la fine dell’anno, pur sottolineando che il percorso sarà probabilmente irregolare e caratterizzato da oscillazioni.