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Il 2025 di UniCredit archivia numeri senza precedenti e blinda il compenso del suo amministratore delegato. Il consiglio porterà all’assemblea del 31 marzo una proposta da 16,4 milioni di euro per Andrea Orcel, in aumento rispetto ai 13,2 milioni dell’esercizio precedente.
La soglia massima resterà la stessa anche nel 2026, a condizione che vengano centrati gli obiettivi economici ed Esg del piano. Nessuna ulteriore impennata, dunque, ma la conferma di un livello retributivo ancorato ai risultati che hanno ridefinito la traiettoria del gruppo.
Struttura del pacchetto: prevale la componente azionaria
La remunerazione 2025 dell’amministratore delegato, si articola in una quota fissa pari a 4,15 milioni di euro, cui si aggiungono 500 mila euro di ulteriori elementi stabili. Il cuore del trattamento economico è tuttavia rappresentato dalla parte variabile, con un target di 8,3 milioni che può salire fino a 11,8 milioni in caso di overperformance. La banca motiva il riconoscimento economico con un’evoluzione dei conti che, dal 2021 al 2025, ha cambiato il profilo del gruppo.
L’intero incentivo variabile sarà riconosciuto esclusivamente in azioni della banca e sottoposto a un meccanismo di differimento su sette anni, con vincoli di lungo periodo, clausole di malus e clawback e condizioni aggiuntive legate alla sostenibilità dei risultati. Una scelta che distingue la banca rispetto a diversi concorrenti europei e che rafforza l’allineamento tra management e azionisti. Alla luce dei risultati conseguiti su tutte le metriche, il board ha deliberato l’assegnazione del bonus nella misura massima prevista dalla curva di incentivo.
Confronto europeo: Orcel tra i più pagati
Nel panorama continentale, la remunerazione potenziale del ceo di UniCredit si colloca ai vertici. Davanti figurano Sergio Ermotti, alla guida di UBS, con 21,9 milioni, e Georges Elhedery con 19,2 milioni. Segue C. S. Venkatakrishnan, amministratore delegato di Barclays, con 17,2 milioni.
Subito dopo Orcel si posiziona Ana Botín, presidente esecutiva di Banco Santander, con 15,2 milioni.
Bonus pool in aumento e focus sui risk takers
A livello di Gruppo, il monte incentivi 2025 approvato dal consiglio arriva a 630 milioni di euro, in progresso del 5% rispetto all’anno precedente, in linea con l’andamento della redditività corretta per il rischio.
La quota destinata ai Material Risk Takers (alta dirigenza) registra un incremento del 15%, con un bonus medio pro capite che può raggiungere i 180 mila euro. Parallelamente, il personale non executive beneficia di aumenti che, a seconda di Paese e performance, possono arrivare fino al 17%.
Dal 2020 sono stati destinati oltre 300 milioni di euro aggiuntivi alla componente variabile, di cui il 75% a favore della popolazione non executive. Dal 2021, il bonus medio per questi ruoli è cresciuto del 48%.
Nel 2025 il gruppo ha investito circa 50 milioni di euro per l’adeguamento delle retribuzioni dell’intera popolazione aziendale, oltre agli effetti dei rinnovi dei contratti collettivi, con un incremento medio annuo di circa il 4%. Per il 2026 è atteso un ulteriore aumento delle componenti fisse pari a circa il 3% a livello di Gruppo e al 2% in Italia.
Il divario retributivo di genere su posizioni comparabili si mantiene intorno all’1%, secondo quanto riportato nella relazione sulla politica di remunerazione.