Mercati, la fase di cali non è ancora finita

8 Febbraio 2018, di Daniele Chicca

Le Borse tornano a perdere terreno, con il mercato dei Bond (i rendimenti sono saliti su nuovi massimi pluriennali in paesi virtuosi come Usa, Germania e Canada) che potrebbe influire un nuovo colpo duro all’azionario. Baron Rothschild diceva di tornare a comprare quando “c’è del sangue sparso per le strade” e finora, per la sua entità e durata, la fase di correzione dei mercati non viene ritenuta un crollo maggiore, dettato dal panico, bensì viene giudicata un ripiegamento salutare e fisiologico dalla maggior parte degli analisti e dei gestori.

Questa non vuol dire che la battuta d’arresto sia terminata e che le Borse siano pronte a tornare a crescere al ritmo visto nel 2017 e a gennaio 2018, che è stato un periodo alquanto insolito, favorito da condizioni economiche più uniche che rare. I fondamentali sono solidi, ma la combinazione di crescita sincronizzata globale e inflazione bassa (le cosiddette condizioni di “Riccioli d’oro“) non è uno scenario destinato a durare ancora a lungo. L’azionario è penalizzato proprio dalle paure di un ritorno dell’inflazione e di un rialzo dei tassi. Paradossalmente anche oggi, come venerdì scorso in occasione del report occupazionale americano, sono le notizie economiche positive a innervosire gli investitori. La seduta ha preso una brutta piega non solo nel preborsa Usa ma anche in Europa dopo la pubblicazione dei dati macro sui sussidi di disoccupazione Usa settimanali, che sono a record minimi.

Motivo per cui c’è da aspettarsi una nuova fase di cali, secondo alcuni strategist. Hussein Sayed, chief market strategist di FXTM, calcola che i mercati azionari potrebbero contrarsi di un altro -10%. Con l’incremento deciso della volatilità, che ha toccato a un certo punto anche i 50 punti a inizio settimana, è un momento propizio per gli speculatori più assatanati, ma meno per gli investitori e risparmiatori che ragionano in un’ottica a più lungo termine. I trader devono mantenere un approccio improntato alla massima cautela e rimanere nelle retrovie, spiega l’analista, fino a quando la situazione non si sarà calmata. Solo a quel punto converrà tornare a comprare.

Il tutto mentre le banche centrali stanno attuando una strategia di rientro delle politiche espansive. Oggi la Banca d’Inghilterra non ha alzato i tassi di interesse, ma ha assunto una posizione più aggressiva. La Fed imporrà quasi certamente una stretta a marzo e durante tutto l’anno potrebbe imporre sino a quattro rialzi dei tassi. Visto l’incremento dei rendimenti visto nel mercato obbligazionario Usa e tedesco nelle ultime sedute, i mercati del reddito fisso iniziano a essere di nuovo attraenti e potrebbero offrire un incentivo per una rotazione di portafogli in uscita dall’azionario a favore dell’obbligazionario. Occhi puntati anche sulle trimestrali, con le big del settore bancario europeo come Societe Generale, Commerzbank e UniCredit che hanno riportato i loro conti trimestrali.

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Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 8 Febbraio 201810:02

Le Borse europee hanno aperto le contrattazioni in calo, con l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 che cede lo 0,4% circa nelle prime battute. Tutte le piazze finanziarie principali della regione sono in rosso. In attesa della riunione attesa della Banca d’Inghilterra, che comunicherà anche le aspettative sull’inflazione. quasi tutti i settori sono deboli. Tra le aziende che comunicano i risultati fiscali ci sono Societe Generale, Publicis, Commerzbank, Unicredit e Thomas Cook. European stock markets this morning

Daniele Chicca 8 Febbraio 201810:04

La volatilità è ancora molto elevata in tutti i mercati mondiali: le Borse della regione Asia-Pacifico hanno registrato dei guadagni oggi, dopo che Wall Street ha chiuso in ribasso in concomitanza con un aumento dei tassi di interesse ai massimi pluriennali sull’obbligazionario. Nel frattempo l’Europa, che aveva chiuso la seduta della vigilia in forte progresso, oggi ripiega con gli investitori concentrati sulle notizie societarie, economiche e politiche in cerca di nuovi spunti.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201810:10

I rendimenti dei titoli di Stato di Usa, Germania e Canada, solo per citarne alcuni, sono in aumento su nuovi massimi pluriennali. Il decennale del Tesoro Usa ha toccato il 2,85% e ora è in rialzo di oltre 50 punti base in poco più di un mese. Il Bund tedesco a 10 anni era finito in territorio negativo nel 2016 e ora rende un più onesto 0,76%. Il decennale governativo canadese, nel frattempo, si è avvicinato al 2,4% dopo che ne 2016 rendeva appena l’1%.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201811:04

Larry Hatheway, group head of investment solutions presso il gestore GAM, dice che con l’incremento della volatilità degli ultimi giorni si è consumata una fuga dai mercati azionari con i trader che avevano scommesso su un indice VIX molto basso che sono stati duramente colpiti. Con i tassi di interesse e i rendimenti che sono destinati a salire nei prossimi mesi, Hatheway prevede un periodo di difficoltà per le Borse, nel contesto di una rotazione di portafoglio in uscita dall’azionario e in entrata nell’obbligazionario.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201813:14

Le discese occasionali del mercato fanno parte del panorama degli investimenti azionari, come ricorda David Stubbs, Chief Client Investment Strategist di J.P. Morgan Private Bank. In effetti, in un dato anno solare, la maggior parte dei mercati azionari subisce un pullback di almeno il 5% per tre volte. Con le banche centrali orientate a una graduale rimozione degli stimoli e il rialzo energico dei mercati azionari negli ultimi mesi, era probabile che a un certo punto la volatilità ritornasse sui mercati.

“Anche se la volatilità del mercato potrebbe rimanere elevata, siamo incoraggiati dalla solidità del contesto macroeconomico e dai buoni fondamentali economici nei principali mercati in cui investiamo. L’espansione dell’economia globale si basa sia sull’aumento della spesa in conto capitale da parte delle imprese sia sulla spesa dei consumatori alimentata da livelli di disoccupazione molto bassi. In una prospettiva globale, vediamo che tutte le principali regioni godono di buona salute. L’indice Eurozone Composite Purchasing Managers è il più alto degli ultimi 11 anni, in Cina i sondaggi sulla fiducia delle imprese e dei consumatori sono a livelli molto positivi e negli Stati Uniti l’economia sembra destinata a sperimentare un’ulteriore espansione senza grandi eccessi apparenti e a trarre vantaggio della riforma fiscale. Questa solidità economica suggerisce che vi saranno probabilmente ulteriori significativi aumenti degli utili societari in tutte le principali regioni”.

In effetti, sebbene tale solidità economica aiuti i fondamentali aziendali, potremmo ora entrare in un periodo in cui i mercati si adegueranno al quadro economico più luminoso e alle prospettive di tassi di interesse più elevati. Questo potrebbe indicare un ritorno alla normalità piuttosto che significare che il ciclo economico stia finendo in un modo che rappresenta una vera minaccia per i mercati azionari.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201813:15

Le discese occasionali del mercato fanno parte del panorama degli investimenti azionari, come ricorda David Stubbs, Chief Client Investment Strategist di J.P. Morgan Private Bank. In effetti, in un dato anno solare, la maggior parte dei mercati azionari subisce un pullback di almeno il 5% per tre volte. Con le banche centrali orientate a una graduale rimozione degli stimoli e il rialzo energico dei mercati azionari negli ultimi mesi, era probabile che a un certo punto la volatilità ritornasse sui mercati.

“Anche se la volatilità del mercato potrebbe rimanere elevata, siamo incoraggiati dalla solidità del contesto macroeconomico e dai buoni fondamentali economici nei principali mercati in cui investiamo. L’espansione dell’economia globale si basa sia sull’aumento della spesa in conto capitale da parte delle imprese sia sulla spesa dei consumatori alimentata da livelli di disoccupazione molto bassi. In una prospettiva globale, vediamo che tutte le principali regioni godono di buona salute. L’indice Eurozone Composite Purchasing Managers è il più alto degli ultimi 11 anni, in Cina i sondaggi sulla fiducia delle imprese e dei consumatori sono a livelli molto positivi e negli Stati Uniti l’economia sembra destinata a sperimentare un’ulteriore espansione senza grandi eccessi apparenti e a trarre vantaggio della riforma fiscale. Questa solidità economica suggerisce che vi saranno probabilmente ulteriori significativi aumenti degli utili societari in tutte le principali regioni”.

In effetti, sebbene tale solidità economica aiuti i fondamentali aziendali, “potremmo ora entrare in un periodo in cui i mercati si adegueranno al quadro economico più luminoso e alle prospettive di tassi di interesse più elevati. Questo potrebbe indicare un ritorno alla normalità piuttosto che significare che il ciclo economico stia finendo in un modo che rappresenta una vera minaccia per i mercati”.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201813:16

Le discese occasionali del mercato fanno parte del panorama degli investimenti azionari, come ricorda David Stubbs, Chief Client Investment Strategist di J.P. Morgan Private Bank. In effetti, in un dato anno solare, la maggior parte dei mercati azionari subisce un pullback di almeno il 5% per tre volte. Con le banche centrali orientate a una graduale rimozione degli stimoli e il rialzo energico dei mercati azionari negli ultimi mesi, era probabile che a un certo punto la volatilità ritornasse sui mercati.

“Anche se la volatilità del mercato potrebbe rimanere elevata, siamo incoraggiati dalla solidità del contesto macroeconomico e dai buoni fondamentali economici nei principali mercati in cui investiamo. L’espansione dell’economia globale si basa sia sull’aumento della spesa in conto capitale da parte delle imprese sia sulla spesa dei consumatori alimentata da livelli di disoccupazione molto bassi. In una prospettiva globale, vediamo che tutte le principali regioni godono di buona salute. L’indice Eurozone Composite Purchasing Managers è il più alto degli ultimi 11 anni, in Cina i sondaggi sulla fiducia delle imprese e dei consumatori sono a livelli molto positivi e negli Stati Uniti l’economia sembra destinata a sperimentare un’ulteriore espansione senza grandi eccessi apparenti e a trarre vantaggio della riforma fiscale. Questa solidità economica suggerisce che vi saranno probabilmente ulteriori significativi aumenti degli utili societari in tutte le principali regioni”.

Sebbene tale solidità economica aiuti i fondamentali aziendali, “potremmo ora entrare in un periodo in cui i mercati si adegueranno al quadro economico più luminoso e alle prospettive di tassi di interesse più elevati. Questo potrebbe indicare un ritorno alla normalità piuttosto che significare che il ciclo economico stia finendo in un modo che rappresenta una vera minaccia per i mercati”.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201814:01

La Banca d’Inghilterra ha confermato i tassi di interesse allo 0,5% e la decisione è stata unanime, ma l’atteggiamento è diventato più aggressivo in politica monetaria. Il presidente Mark Carney e i suoi colleghi hanno infatti fatto intendere che ci sarà bisogno di una stretta monetaria prima del previsto e “con maggiore intensità del previsto”. Sui mercati l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 perde circa mezzo punto percentuale, mentre la sterlina si è rafforzata oltre 1,40 dollari.

Il comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra, che in febbraio ha votato all’unanimità per mantenere invariato il costo del denaro, ha comunicato che un rialzo dei tassi di interesse è necessario per poter contenere l’inflazione, e riportarla in prossimità dell’obiettivo del 2%. Anche se la banca centrale prevede un calo dei prezzi al consumo nei prossimi mesi, le stime sull’inflazione rimangono pari al +3%, al di sopra dei target.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201817:07

I mercati scambiano in ribasso, penalizzati dalle prospettive di un rialzo dei tassi di interesse e dalla rimozione delle misure di allentamento monetario straordinarie dei fiumi di denaro iniettati negli ultimi anni dalle banche centrali per risollevare l’economia e le attività creditizie dopo lo scoppio dell’ultima grande crisi finanziaria. L’ultima riunione della Banca d’Inghilterra non fa che confermare questa idea.

Le Borse americane sono in ribasso di circa un punto percentuale nella prima ora di scambi. La Borsa di Londra cede più dell’1%, il Dax tedesco lascia sul campo l’1,3% e il CAC francese l’1%. Ancora peggio va a Piazza Affari che perde quasi due punti percentuali (Ftse MIB -1,96% in area 22.535 punti). Perdono almeno il 4% FCA, Recordati (-7,48%), Buzzi Unicem (-5,24%) e STM ( -4,99%).

Daniele Chicca 8 Febbraio 201817:46

Piazza Affari ha chiuso in calo del 2,26% a quota 22.466,60 punti. L’indice VIX della volatilità sale ancora, del 6% circa, a quota 29,41, rimanendo comunque ben a distanza dal livello record di 50 raggiunto a inizio settimana.

Un analista di Wall Street cita come catalizzatore negativo il numero basso da record delle richieste di sussidio di disoccupazioni settimanali in Usa, che mettono ulteriori pressioni sull’azionario. Il ciclo vizioso potrebbe essere interrotto da un dato sull’inflazione basso o dalle dichiarazioni di Powell, il presidente della Fed, sul fatto che la disoccupazione così contenuta non è un problema per l’inflazione.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201821:46

Il contratto Brent e WTI sul petrolio cede più del 2% a 64 e 60 dollari al barile. Perdita del 2% circa per l’S&P 500 e di oltre il 3% per il Dow Jones, che è in calo del 9% dai massimi record segnati il 26 gennaio.