Mercati, Re di Bond: tonfo fine 2018 “un assaggio di quello che verrà”

18 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

Alla fine dell’anno scorso i mercati hanno fatto crac dopo anni di rialzi senza sosta. E secondo il “Re dei Bond” Jeff Gundlach quello è “un assaggio di quello che c’è da aspettarsi” in futuro.

Nel 2019 i mercati azionari mondiali stanno recuperando quasi interamente la strada persa, ma lo scotto subito è ancora fresco nelle menti degli investitori. Un calo di circa il 20% dell’S&P 500 in un solo trimestre dai massimi giornalieri del 30 ottobre non si dimentica in fretta.

Quest’anno l’indice allargato della Borsa americana, oggi chiusa per una festività, ha guadagnato il 17% dai minimi intraday toccati il 24 dicembre. Ma l’amministratore delegato di DoubleLine Capital è convinto che “una fase di mercato orso non ha nulla a che vedere con questa cosa arbitraria del 20%”.

Gundlach cita “fenomeni folli come il Bitcoin”

Il CEO del gruppo che ha $121 miliardi di attivi in gestione ha osservato a Yahoo Finance che “c’entra invece con un fenomeno folle che si manifesta e poi sparisce. Ciononostante, le situazioni più classiche continuano a riprodursi. Ma una dopo l’altra cedono” anch’esse.

Quando parla di “fenomeni folli“, Gundlach intende per esempio il Bitcoin . La criptovaluta più capitalizzata al mondo ha fatto un balzo “da zero a 20 mila dollari tutto in una sola volta”, senza pause. Per il manager di fondi è assurdo, “una pazzia”.

“Si poteva capire subito che si trattava di una pazzia, perché nel frattempo hanno iniziato a verificarsi altre cose che si possono considerare veramente folli”.

Per esempio la nascita delle “Crypto Kitties”. Non era nemmeno una criptovaluta, spiega il money manager, bensì un oggetto da collezione. Soltanto perché conteneva la parola crypto – e per il fatto che ogni oggetto era un esemplare unico – uno di questi è stato venduti per una somma superiore 100 mila dollari. “Ovviamente oggi valgono zero“.

“Poco dopo i mercati azionari hanno raggiunto l’apice prima di invertire rotta bruscamente, ricorda Gundlach. “Poi però il 3 ottobre tutto è finito”. Gli ultimi pezzi del domino a cadere sono stati i titoli come Amazon e Apple.

Mercati obbligazionari, Gundlach indica soglia di pericolo

I mercati sono stati salvati dalle promesse della Federal Reserve, osserva l’AD di DoubleLine Capital. Il fatto che la banca centrale Usa manterrà un approccio prudente ha favorito i Bond. E questo ha tenuto bassi i tassi di interesse. Un fenomeno che però non durerà, avverte Gundlach.

In fondo Borse e Bond non possono continuare a salire di livello all’unisono come sta accadendo sui mercati a inizio 2019.

“Se la parte lunga della curva dei rendimenti inizia a salire, come prevedo, e superare il livello di 3,5% sul titolo trentennale Usa, penso che allora sia finita”, stima Gundlach.

Anche “perché la concorrenza da parte dei mercati obbligazionari, in particolare rispetto alle operazioni di buyback che sono uno dei motori del rafforzamento dei prezzi di Borsa, è ritenuta in pericolo”.

Opportunità imperdibile nei mercati del credito aziendale

“Chi ha comprato quando i mercati sono calati ha ottenuto un premio economico e psicologico sinora”, spiega Gundlach. Ma “una volta che verrà a mancare questo supporto, le vendite subiranno un’accelerazione” visto che “da rialzista quella gente diventerà ribassista.

“Sono convinto che succederà anche nei mercati dei bond societari”, dichiara Gundlach. Allo stesso tempo, il guru dei mercati obbligazionari ha sottolineato che a un certo punto si verrà a creare un’opportunità di guadagno imperdibile.

“Quando la prossima recessione arriverà, ci saranno enormi turbolenze”, ma “si presenterà poi un’opportunità ghiotta nel credito corporate“. Dove i livelli di indebitamento sono su livelli storicamente alti e i rating storicamente bassi. Rating che saranno declassati durante una recessione. Si tratta del rischio più grande sui mercati, secondo Gundlach.