Mercati confusi da prospettive tassi e paura inflazione

22 Febbraio 2018, di Daniele Chicca

I mercati finanziari sono confusi dalle prospettive di un imminente rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Dai verbali della Federal Reserve si evince infatti che la banca centrale è pronta ad avviare un ciclo di strette monetarie, che potrebbero essere anche dell’ordine di quattro nel 2018, più di quanto non si attendessero i mercati. Questo in considerazione del fatto che diversi membri del board di politica monetaria sono più ottimisti sull’economia, avendo essi alzato le aspettative di crescita del paese.

Nel frattempo sotto il profilo prettamente economico, Bank of America ha avvertito che il ritorno dell’inflazione finirà per rafforzare il dollaro americano, che attraversa una fase positiva sul Forex. A livello puramente macro economico in calendario i dati sull’industria italiana e l’IFO che misura le aspettative e il sentiment delle aziende tedesche. L’indice del clima aziendale è calato più delle attese a febbraio attestandosi a 115,4 dopo i 117,6 del mese precedente.

Lasciate qui commenti, news e rumor dalle sale operative, consigli operativi, strategie di investimento, le vostre esperienze e tutto quello che vi passa per la testa. Tutti gli aggiornamenti sulle Borse li trovate nel LIVE BLOG (SOTTO), con flash di notizie e grafici.

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 22 Febbraio 201810:27

Bank of America stima che il ritorno dell’inflazione in Usa finirà per rafforzare il dollaro americano, che attraversa una fase positiva sul Forex. Secondo gli analisti la fase positiva è “un segno delle cose che verranno”. Questo perché il mercato è mal posizionato e troppo aggressivo nell’anticipare che le banche centrali del resto del mondo seguiranno la strada della banca centrale Usa, imponendo misure di politica monetaria restrittive.

Il rapporto di CFTC mostra come gli investitori siano ancora troppo “corti” sul dollaro rispetto alla media dello scorso anno – ossia ci siano ancora troppe posizioni short che puntano su un ribasso del biglietto verde. “Il mercato potrebbe sbagliarsi e scontare una convergenza troppo ravvicinata delle politiche delle banche centrali mondiali troppo ravvicinata”. “L’inflazione Usa aumenterà quest’anno, molto probabilmente più di quanto i mercati si aspettino, e questo avrà un impatto positivo sul dollaro”.

Forexlive Image View

Daniele Chicca 22 Febbraio 201810:33

I bond greci si stanno muovendo in controtendenza, salendo di livello stamattina, con il rendimento decennale che è sceso al 4,3% dal 4,45% questa mattina. Il merito è dell’ennesima promozione da parte di un’agenzia di rating. Dopo Fitch è la volta di Moody’s, che è ottimista sulle possibilità della Grecia di portare a termine il terzo piano di salvataggio quest’estate e di ritornare a finanziarsi con successo sui mercati. L’agenzia americana ha alzato il giudizio sulla qualità del credito del paese indebitato di due tacche a B3.

Daniele Chicca 22 Febbraio 201810:54

Così come per le altre Borse d’Europa principali, l’avvio a Piazza Affari è all’insegna dei ribassi. Il listino delle blue chip Ftse Mib accusa una perdita dello 0,3% circa. In fondo al listino Ferrari, Stm, Prysmian e Fca perdono più dell’1%. Spiccano le performance di A2A e Tenaris che invece guadagnano rispettivamente il 3,4% e il 2,4%.

Daniele Chicca 22 Febbraio 201816:23

In Europa l’indice paneuropeo Stoxx 600 scivola, così come la quasi totalità delle Borse principali della regione. Wall Street guadagna terreno per la prima volta in tre sedute, nonostante i cali delle altre Borse mondiali, peraltro provocati in parte dai timori scatenati dai verbali della Fed. Il dollaro si prende una pausa e anche i Treasuries scivolano. Si tratta di un’inversione del senso della marcia dopo il calo di circa l’1% subito dall’indice S&P 500 ieri rispetto ai massimi di seduta. La fase negativa per la Borsa si è aperta con la pubblicazione delle minute della banca centrale, che ha a sua volta anche rafforzato ulteriormente il dollaro.

.DJI

Daniele Chicca 22 Febbraio 201816:38

Gli investitori vogliono capire se i segnali di crescita dell’economia Usa accompagnati da un possibile surriscaldamento dell’inflazione obbligheranno la Fed a dare un’accelerata al ciclo di rialzo dei tassi. Il mercato in pratica ‘sconta la possibilità di una politica più aggressiva da parte della Fed nei prossimi mesi”, spiega a Bloomberg Evan Brown, direttore di UBS Asset Management. Nelle contrattazioni giornaliere questo causerà una maggiore volatilità e l’azionario pagherà l’impatto negativo di un eventuale ulteriore innalzarsi dei rendimenti obbligazionari. Detto questo “sul lungo termine i fondamentali dell’economia restano molto robusti”.