Mazziero Research: in 14 anni i contribuenti hanno pagato oltre mille miliardi di interessi

21 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Oltre mille miliardi, per l’esattezza 1017 miliardi, una cifra monstre è quella che i contribuenti italiani hanno pagato per interessi in 14 anni secondo quanto emerge dal 36esimo Osservatorio trimestrale dei dati economici italiani di Mazziero Research.

L’analisi mette in luce come a settembre 2019 il debito pubblico ha toccato i 2.439 miliardi, dopo il record storico di 2.466 miliardi di luglio.
Guardando ai primi nove mesi del 2019 l’aumento del debito è stato di 59 miliardi e il debito pubblico pro-capite, in base ai cittadini italiani residenti al 1 gennaio 2019, è di 44.265 euro.

“Maggiore debito è garanzia di minori servizi o maggiori tasse in futuro” afferma Maurizio Mazziero.

Tutti gli anni il Governo, attraverso il Ministro dell’Economia, afferma di avviare una traiettoria discendente del debito e tutti gli anni la discesa viene rimandata all’anno successivo. È l’effetto di una spesa pubblica che continua a crescere e che costringe a nuove misure fiscali che contrastano la crescita del PIL; ancor di più, le risorse economiche che si liberano grazie ai bassi interessi vengono utilizzate non per diminuire il debito, ma per creare nuova spesa. Manca la visione sul futuro, anche il penoso balletto di questo autunno si è incentrato su quali tasse introdurre ammantandole talvolta da convinti principi etici, come nel caso della tassa sulla plastica.
Tasse sulle vincite, sulle sigarette, sulle flotte aziendali, l’immaginazione di come imporre nuove tasse è sempre molto vivida, ma alla fine la sostanza è sempre quella che vige dai tempi dello sceriffo di Nottingham. Eppure l’attenzione non si sposta mai su ciò che realmente serve per evitare di rubare il futuro ai nostri figli.

Spesa per interessi a livelli record

Conseguenza di un debito pubblico elevato e in continua espansione che deve essere costantemente rifinanziato gli interessi che rappresentano quasi il 3,5% del PIL italiano e pesano per il 7,5% della spesa pubblica. La spesa per interessi che da gennaio a settembre 2019 tocca i 54,9 miliardi.
Dal 2006 a luglio 2019 i contribuenti hanno pagato 1.017 miliardi di interessi.

Questo è il danno che viene fatto alle risorse di un Paese che non cresce e che deve destinare cifre ingenti al pagamento di una spesa improduttiva come gli interessi.
Ogni euro pagato in interessi, renderà pur felice chi ha investito in titoli di Stato, ma è un euro sottratto a investimenti, a infrastrutture, al risanamento dal dissesto idrogeologico, oppure ancor più semplicemente a istruzione, prestazioni sociali o assistenza sanitaria.

Il problema non è il debito in sé, ma lo diventa quando soffoca e restringe i margini per far fronte alle spese non voluttuarie.
Eppure, sebbene questo sia un ragionamento banale, trova comportamenti discordi da parte di chi ci governa che continua a impostare leggi di bilancio a deficit. Nobili potrebbero essere gli intenti nel fare maggior debito, ma in realtà le poche risorse vengono dissipate in piccoli interventi che difficilmente potranno generare un sostenibile percorso di crescita.
Gabriele Serafini, nelle sue Note Economiche nella sezione degli approfondimenti, ci spiega perché una maggiore disponibilità salariale non riuscirà davvero a stimolare i consumi.