Mazziero Research: per debito pubblico rischi da non sottovalutare. Italia ha bisogno di aiuti

20 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Un debito a fine anno in crescita sopra 2,5 mila miliardi di euro (tra 2,550 e 2,580 miliardi ) con una contrazione del Pil compreso tra il 6 e 9%, che porterebbero il deficit/PIL al 10% e il debito/PIL al 157%. Queste le stime che la Mazziero Research presenta nel suo 38esimo Osservatorio sui conti italiani.

Siamo di fronte a un decennio di sottovalutazione del debito e ora arriva il conto, sebbene ci troviamo di fronte a un evento estremo e inaspettato come una pandemia, paghiamo le conseguenze dell’incapacità della politica italiana di amministrare le risorse secondo principi di sostenibilità.
Tutti gli schieramenti politici hanno sempre annunciato l’intenzione di ridurre il debito, ma sono state solo vuote promesse mai realizzate” commenta Maurizio Mazziero, aggiungendo che  la colpa non è solo della politica, “ma anche dei cittadini che si fanno ammaliare da chi promette il Paese dei balocchi”.

Per l’economista i problemi non finiscono qui:

“In agguato c’è un pericolo ancora più grande di cui nessuno sembra preoccuparsi: nel 2020 lo Stato è pronto a concedere garanzie per 750 miliardi con accantonamenti di bilancio estremamente ridotti. L’eventuale escussione delle garanzie in un quadro di ripresa asfittica insieme a condizioni critiche di finanziamento potrebbe indurre i conti pubblici in una condizione di pre-default.
Siamo di fronte a un rischio da non sottovalutare, conclude Mazziero, già ora dobbiamo pensare alle possibili soluzioni, come l’utilizzo di tutti i sostegni in ambito europeo. La convinzione che ce la possiamo fare da soli è miope oltreché insostenibile”.