Draghi: controlliamo oro Bankitalia. Ma Borghi non s’arrende

28 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

La Banca centrale europea ha chiarito di avere pieno diritto alla gestione delle riserve auree delle banche centrali nazionali, compresa quella italiana. Lo ha fatto sapere il presidente Mario Draghi in una lettera di risposta ai deputati europei Marco Zanni e Marco Valli (entrambi ex M5s) che avevano espressamente richiesto di “far sapere in che modo” Francoforte “possa disporre di tali riserve” e di chiarire a chi spetti la proprietà legale delle riserve.

Stando agli estratti pubblicati da varie agenzie di stampa (la lettera integrale non risulta ancora disponibile), Draghi ha chiarito che in base all’articolo 30 del Tfue “la Bce ha il pieno diritto di detenere e gestire le riserve in valuta che le vengono trasferite e di utilizzarle per gli scopi indicati nello Statuto”.

A quanto è fin qui trapelato, la questione della proprietà legale dell’oro è stata elusa dalla risposta della Bce. Allo stesso tempo, anche nel caso tale proprietà fosse degli stati membri, appare chiaro che questi ultimi non potrebbero disporre la vendita delle riserve.

Stato è proprietario dell’oro ma non è libero di farne ciò che vuole

In altre parole, la Bce può utilizzare l’oro delle banche centrali nazionali come strumento della politica monetaria, ne ha pieno diritto, e tali riserve non possono essere da essa sottratte. La Bce ha l’incarico assumere “decisioni concernenti la detenzione, il mantenimento, la cessione, la negoziazione e la gestione giornaliera nonché a lungo termine delle riserve ufficiali”, ha precisato Draghi.

Il dubbio sulla proprietà legale, benché appaia ora più una questione più di principio che di sostanza, non può essere sciolto sulla base dei trattati europei. Pertanto, Draghi non era nella condizione di poter chiarire questa specifica questione. Il senatore leghista Claudio Borghi, che aveva proposto una legge che stabiliva la proprietà statale dell’oro detenuto da Bankitalia,ha quindi interpretato la risposta del presidente della Bce come un via libera per certificare la proprietà italiana.

Il fatto, però, è che pur avendone la proprietà lo stato non può di fatto utilizzare le riserve della banca centrale in alcun modo. Borghi in passato ha smentito che la proposta di legge fosse finalizzata a vendere le riserve. Ma la sola idea di rivendicarne la proprietà ha alimentato qualche comprensibile dubbio.