Mar Cinese: pericolo di guerra tra superpotenze

5 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

OKINAWA (WSI) – Una nuova bomba ad orologeria che allerta la comunità internazionale, dopo la Corea del Nord, potrebbe accendersi nelle acque del  mar cinese orientale dove a scontrarsi sono due  superpotenze, Cina e Giappone.

Al centro delle tensioni sono otto isole disabitate controllate dal Giappone considerate di importanza strategica visto che sono vicine a importanti rotte di navigazione, nonché zone di pesca e potenziali riserve di gas e petrolio. Secondo le stime del Ministero delle Risorse Geologiche e Minerarie cinese, nei fondali marini delle isole risiederebbero non meno di 100 miliardi di barili di petrolio.

La Cina rivendica il controllo delle isole suddette e sta intensificando la sua attività militare nello spazio aereo nipponico. In tutta risposta anche il Giappone si sta muovendo, raddoppiando i suoi supercaccia F-15 per intercettare  i velivoli cinesi che si avvicinano allo spazio aereo territoriale giapponese, incluso quello delle isole Senkaku che i cinesi chiamano Diaoyu, a circa 225 miglia a ovest dell’isola di Okinawa e a soli 90 miglia a nord dell’isola giapponese di Ishigaki.

A gennaio scorso il Giappone ha raddoppiato il numero dei suoi aeri da combattimento, intensificando così il traffico aereo militare, aumentando così al contempo il rischio di un incidente tra i velivoli militari che potrebbe rapidamente sfociare in una disputa bellica.

Come ha reso noto Eisuke Tanabe, coordinatore senior della politica presso il ministero della difesa nipponico, le intrusioni di Pechino nello spazio mare territoriale del Giappone sono ormai di routine, con incursioni di navi cinesi in aumento a fianco di quelle aeree.

Proprio le tensioni con il Giappone, insieme alla situazione della Corea del Nord, saranno alcuni dei temi che affronteranno il prossimo 6 e 7 aprile il presidente cinese Xi Jinping e quello americano Donald Trump.