Manovra, Salvini: “Priorità superare la legge Fornero”

5 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Quota 100 per tutti e subito. Ha le idee chiare il ministro dell’interno nonché viceministro Matteo Salvini che nel corso di una lunga intervista a Il Sole 24 Ore individua i prossimi step del governo giallo-verde tra cui la riforma previdenziale e anche un taglio del cuneo fiscale.

“Il futuro prossimo dell’esecutivo giallo-verde passa attraverso la Legge Fornero, con quota 100 da subito (…) Avvio della flat tax a partire dai più piccoli, bisogna vedere se si parte dalle famiglie o dalle partite Iva. Pace fiscale ed Equitalia, questione non solo di giustizia ma anche di fondi che altrimenti non recupereremo mai. Accise sulla benzina, con l’obiettivo di annullare gradualmente quelle che hanno compiuto 60-80 anni di storia. Fatturazione elettronica obbligatoria 2019, che per i piccoli rischia di essere un aggravio di spesa non da poco”.

Sul versante delle infrastrutture, via libera al Tap, i cui benefici sono superiori ai costi. L’intervista del vicepremier arriva dopo la riunione realizzata con i capigruppo e gli esperti economici della Lega. In merito alla riforma previdenziale poi verrebbe così superata, stando alle parole di Salvini, l’ipotesi circolata negli ultimi giorni in merito all’avvio selettivo per l’accesso alla pensione con la somma di età anagrafica e anzianità contributiva. In merito ad altre tematiche che potrebbero entrare nella manovra di bilancio il ministro ha menzionato anche uno molto caro al Movimento Cinque Stelle, il reddito minimo.

“Ieri abbiamo parlato delle priorità della Lega, il reddito di cittadinanza e’ una battaglia degli amici del Movimento 5 stelle che ci stanno lavorando, non entro nei campi altrui. Ma sarà nella manovra”.

Infine Salvini assicura la serietà della manovra del governo giallo-verde.

“La nostra sarà una manovra seria. Se vogliamo governare a lungo non possiamo far saltare i conti. Il dibattito su 1,7 o 1,8 o 2,4 o 2,9 arriva alla fine. Prima ci mettiamo i contenuti. Ma non sforeremo alcunché (…) È chiaro che non faremo tutto subito, né gli italiani se lo aspettano. Ci saranno opzioni a un anno, a due anni e a tre anni. Se vogliamo governare a lungo, non possiamo far saltare i conti. E il reddito di cittadinanza,  non è la mia specializzazione. Ma ovviamente ci sarà. E fino a quando gli italiani non avranno l’aliquota al 15% gli 80 euro resteranno”.