Manovra, Letta: Bisogna sapere dire dei no

21 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Stabilire la gerarchia e stabilire chi comanda: solo così si sciolgono i nodi. Se comandano un po’ tutti, non si portano a casa risultati”. Enrico Letta parla dell’Agenda Digitale e di come abbia voluto accentrare a palazzo Chigi, nella persona di Francesco Caio, la responsabilità di “decidere come si fanno le cose” su questo tema. Ma il suo ragionamento sembra investire tutto il funzionamento della macchina pubblica.

“Negli ultimi sei mesi, non banalissimi o facilissimi per il lavoro dell’esecutivo – ha sottolineato Letta – abbiamo cercato di sciogliere i molti nodi, e questa è la strada. Si blocca tutto quando non si scioglie alla radice il meccanismo dei ‘concerti’, per non sapere dire di no ad un ministero, alla fine non si fa niente”.

Per questo, è l’esempio concreto, “abbiamo assunto il controllo a palazzo Chigi, con una persona che per quello che ha fatto fino ad adesso è riconosciuta per la capacità di andare fino in fondo. E’ Francesco Caio. Assumiamo alla presidenza del Consiglio l’onere e la responsabilità di stimolare tutti i passaggi in cui il meccanismo di blocca”. Perchè “se comandano un po’ tutti, non si portano a casa risultati: nella Pubblica Amministrazione è questo il problema, più concerti ci sono meno una cosa funziona. Abbiamo individuato in palazzo Chigi in una figura chiara, con un grande committment politico del premier e del governo. E’ la strada giusta”.

Al Consiglio Europeo di giovedì e venerdì l’Italia è pronta anche ad “alzare i toni” pur di arrivare ad un risultato “concreto” sull’agenda digitale e sul mercato unico delle telecomunicazioni.

“Il prossimo Consiglio Ue può essere la svolta o può essere la tomba”, ha avvertito Letta: “Se finisce con parole vuote, i soliti acronimi, e vincono coloro che non vogliano fare andare avanti l’Agenda Digitale e l’Europa, rischiamo effetti terribili sul futuro del nostro continente”. Dunque “deve esserci un’alleanza tra coloro che vogliono fare andare avanti l’Europa con più competivitià rompendo le sacche di interessi costituiti che ci bloccano” e in questa direzione “l’alleanza tra il governo italiano e la Commissione – oggi Letta ha visto il commissario Kroes – è forte, e verrà fuori giovedì”.

Letta ha preannunciato che “l’Italia interverrà su questo giovedì, e alzeremo i toni perchè è un’occasione irripetibile.

Siamo a nove mesi dalla fine di una legislatura europea. Ci troviamo nell’ultima finestra per non perdere questa occasione, se la manchiamo, perdiamo due anni secchi: ci ritroviamo nel 2015. Per questo l’impegno italiano per il mercato unico delle telecomunicazioni sarà fortissimo. Servono campioni europei, e avere 28 mercati nazionali rende molto complesso essere competitivi ed avere la dimensione necessaria per essere forti.

Non è possibile che i singoli regolatori nazionali blocchino tutto. Avere campioni europei fa la differenza. Giovedì e venerdì – ha ribadito Letta – l’Italia sarà determinata nel giocare questa partita”.

Attraverso il tema dell’Agenda digitale “possiamo affrontare il grande incubo nazionale, la disoccupazione giovanile: con il 38% di giovani disoccupati un Paese non ha futuro”, ha ribadito Letta al convegno di Confindustria. Il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi ha lanciato un appello perché non si consumino “porcate in aula”. La manovra finanziaria deve essere approvata in Parlamento prima del suo approdo a Bruxelles.

Letta ha rivendicato di aver “ridotto il costo dell’assunzione di giovani” e di aver creato “11mila posti con il ‘click’ nel mese di ottobre”. Ma il discorso è più ampio: “Va dato un messaggio forte. A volte c’è la sensazione di un non detto: credo sia sbagliato dire che le nuove tecnologie non tolgono posti di lavoro. La realtà è un’altra, basta vedere come cambiano le professioni, bastano meno persone rispetto a ieri per avere gli stessi risultati.

Ma dobbiamo essere convincenti nello spiegare quanti nuovi posti di lavoro si riescono a creare con l’applicazione delle nuove tecnologie. E alla fine il Paese è più competitivo, cresce, e dunque crea nuovi posti di lavoro. Qui è fondamentale il ruolo del privato: se preferisce mantenere le posizioni che ha invece di investire, è un problema per tutti noi. L’innovazione è talmente veloce che è inutile pensare di resistere qualche mese, perchè alla fine si viene travolti comunque. Allora tanto vale innovare”. Per Letta “attorno a questo tema si danno grandi opportunità di lavoro ai giovani ed evitiamo di avere una generazione perduta”.
(TMNews)