Manipolazione valute: quattro paesi a rischio richiamo Usa (non la Cina)

5 Aprile 2018, di Mariangela Tessa

Nella serie di accuse rivolte alla Cina dal presidente americano Donald Trump c’è anche quella di manipolazione valutaria. In realtà – secondo un’analisi di TD Securities – ci sono altri paesi che rispecchiano più della Cina i criteri messi a punto dal Dipartimento del Tesoro americano per definire un paese come manipolatore di valuta.

In attesa del prossimo rapporto del Tesoro, che dovrebbe essere diffuso questo mese, e che fa il punto sul mercato dei cambi, gli esperti di TD Securities ricordano i tre criteri che un paese deve soddisfare per entrare nel mirino di Washington:

  1. Avere un surplus commerciale significativo con gli Stati Uniti
  2. Avere un surplus delle partite correnti con gli Stati Uniti
  3. Essere coinvolto in un “persistente, unilaterale” intervento sul mercato dei cambi

Secondo l’analisi di TD Securities, i quattro paesi che piú di ogni altro hanno centrato nel 2017 questi ctiteri sono la Thailandia, la Corea del Sud, il Giappone e l’India. Pertanto, secondo gli esperti, sono queste le economie a rischio di “richiami da parte dell’amministrazione statunitense”. La Cina è invece esclusa dalla lista.