“Lo stato parallelo”, a tu per tu con la potenza dell’Eni

14 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

Da Enrico Mattei a Matteo Renzi, cinque anni d’inchiesta per fare luce sull’azienda italiana più grande e influente: l’Eni. E’ dai tempi del fondatore, quel Mattei che aveva fatto dell’Ente nazionale idrocarburi una realtà in grado di agire da attore di primo piano sul teatro internazionale dell’oro nero in un’epoca dominata dalle “sette sorelle”, che si parla del Cane a sei zampe come di una realtà in grado d’indirizzare la vita politica del Paese. A firmare l’inchiesta “Stato parallelo” sono i giornalisti Andrea Greco di Repubblica e Giuseppe Oddo del Sole24Ore che parlano apertamente di “un’impresa al servizio dello Stato capace, all’occorrenza, di piegare lo Stato ai propri interessi”.
Tra le tematiche affrontate libro viene esaminata l’antica pratica del pagamento di tangenti ai partiti; fu celebre in proposito la frase di Mattei: “Uso i partiti allo stesso modo di come uso i taxi: salgo, pago la corsa, scendo”. Erano pari a 500 miliardi di lire i fondi neri che potevano essere smistati ai partiti quando saltarono fuori nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite.
Altro aspetto assai interessante è l’influenza mediatica del gruppo, che tradizionalmente si era impegnato in prima persona per indirizzare la pubblica opinione attraverso la storica esperienza del quotidiano “Il Giorno”. L’impegno non in tale ambito non è svanito. Nel 2011, scrivono gli autori, il denaro stanziato per le relazioni esterne è arrivato a 202 milioni di euro, una macchina della comunicazione che spiegherebbe perché raramente i giornali si spendono per pubblicare notizie sgradite all’azienda. Quando nel 2014 l’allora amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, era alla caccia della riconferma, pronto a comparire nel salotto patinato di Porta a Porta, il conduttore Bruno Vespa, di fronte alle proteste del premier Renzi, “avrebbe allargato le braccia, ribattendo che l’Eni era il maggiore inserzionista della Rai e che non era possibile rigettare la richiesta di Scaroni”.

Per portare alla luce queste e molte altre vicende del colosso petrolifero italiano gli autori hanno avuto accesso a documenti anche inediti, intervistanto una lunghissima serie di figure legate al Cane a sei zampe. Ma forse la vera notizia è che questa sia la prima inchiesta di questo genere dedicata al ruolo dell’Eni in oltre sessant’anni di storia.