Lite sulla Grecia, Ue: FMI se ne lava le mani

7 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – In piena polemica tra Fondo monetario internazionale e Commissione europea sugli errori del programma di austerità imposto alla Grecia, giungono dati che mettono ulteriormente in rilievo le pesanti conseguenze che la ‘cura’ ha avuto sull’economia del paese. L’agenzia di statistica ellenica ha infatti rivisto in peggio i già gravi dati sul Pil: nel primo trimestre ha subito una flessione del 5,6 per cento su base annua, a fronte del meno 5,3 per cento precedentemente stimato.

Magra consolazione il fatto che la caduta abbia mostrato una leggera attenuazione: sull’insieme del 2012 il Pil greco aveva infatti subito un meno 6,4 per cento, mentre per tutto il 2013 il governo ellenico prevede una contrazione del 4,3 per cento.

La ripresa è prevista nel prossimo anno, dopo sei anni consecutivi di flessioni, ma queste stime avallate da Commissione europea e Fmi, sono state di fatto contestate dalle previsiondi dell’Ocse, che invece pronosticano un ulteriore meno 1,2 per cento del Pil greco il prossimo anno.

E anche il maggiore sindacato della Grecia, il Gsee, si attende un settimo anno consecutivo di recessione, in un paese dove la disoccupazione ha raggiunto il record del 27 per cento, segnando il livello più elevato tra tutti gli Stati avanzati. Un bilancio che diversi osservatori giudicano come disastroso e conseguenza proprio dal piano di correzione che la Grecia ha portato avanti in cambio degli aiuti internazionali, a seguito dei ripetuti negoziati con la Troika composta da Commissione europea, Bce e Fmi.

E in questo quadro a rinfocolare le polemiche due giorni fa è intervenuto un rapporto del Fmi che ha destato scalpore, interpretato come una sorta di mea culpa sulle scelte fatte, in particolare nel primo programma di aiuti. Un ammissione di errori che indirettamente è una inevitabile chiamata in causa di tutta la Troika. Oggi su questo ha reagito con parole insolitamente aspre il vicepresidente della commissione europea, Olli Rehn. Da una conferenza a Helsinki, ha accusato il Fmi di tenere un comportamento “ingiusto” e di cercare di “lavarsi le mani” scaricando le responsabilità “sulle spalle degli europei”.

Nonostante la parziale correzione di tiro delle scorse ore del Fmi, che ha precisato di non affermare che vi sono malfunzionamenti nella Troika, Rehn ha usato toni più duri rispetto alla risposta fornita ieri dal suo stesso portavoce.

Questi aveva già riferito che la Commissione non condivide due aspetti chiave delle valutazioni del Fmi. Il primo è il parere che si sarebbe dovuto procedere ad una ristrutturazione del debito pubblico greco più anticipata e aggressiva. Il secondo è che secondo il Fmi nel programma concordato in cambio degli aiuti mancavano sufficienti misure a favore della crescita.

Tutto questo mentre l’Unione europea è in pieno dibattito sul da farsi per cercare di rilanciare l’economia, con il mercato del lavoro che continua a peggiorare. Diversi osservatori puntano il dito contro le politiche di rigore sui conti pubblici, che hanno trovato nella cura imposta alla Grecia una sopra di simbolo.

Tuttavia Rehn respinge queste tesi: secondo l’eurocommissario le cause dei problemi del paese vanno cercare dentro i suoi confini.
“Sfortunatamente – ha detto – ci stavano troppi ostacoli in Grecia a causa di interesse corporativi e a volte anche per colpa dell’opposizione”.
(TMNews)