Legge di bilancio, sgravi Ires per imprese che assumono

3 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

Le polemiche sul deficit e i dubbi riguardanti le coperture per finanziare misure costose come reddito di cittadinanza e dual tax, hanno fatto passare in secondo piano una delle iniziative della manovra finanziaria del governo più promettenti e nemmeno troppo dispendiose per i conti pubblici.

Si tratta delle agevolazioni fiscali per le aziende che investono e assumono. Nello specifico l’idea è quella di abbassare l’Ires ordinaria di nove punti per le imprese in forma societaria che effettuano investimenti in beni strumentali e nuove assunzioni. Con l’approvazione del Def l’aliquota passerà dal 24% al 15%.

La misura è pensata per compensare la possibile esclusione di alcune aziende dal progetto ambizioso della dual tax (che il governo definisce “flat tax” benché presenti due aliquote e non una sola). La tassazione del fatturato con aliquota fissa al 15% riguarderà inizialmente soltanto un ristretto numero di partite IVA e sarà messa in pratica con una estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario.

Una delle ipotesi avanzate dal governo giallo verde per limitare l’impatto economico della flat tax è l’esclusione di alcune imprese. Ma per rimediare, la Nota al DEF 2019 (preliminare alla legge di bilancio 2019) prevede per le SAS, SNS e le SRL – società escluse dalla flat tax al 15% – la riduzione dell’Ires al 15% sugli utili reinvestiti in azienda per l’assunzione di giovani o per beni strumentali. Non si conoscono al momento i dettagli sui requisiti esatti necessari per giovare dell’agevolazione.

La disoccupazione rimane uno dei mali dell’Italia. Sebbene sia scesa progressivamente nel 2018 dall’11% di inizio anno al 10,4% di luglio fino al 9,7% di agosto, il miglioramento della situazione è dovuto anche al calo del numero di persone che cerca un impiego. Per il secondo mese consecutivo, infatti, la stima delle persone in cerca di occupazione ha subito una netta riduzione (del -4,5%, pari a -119 mila unità).

Lo stesso ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha ammesso a RTL 102.5 che “non ci si può vantare dei dati Istat“, che danno il tasso al di sotto del 10%, afferma di Maio sottolineando inoltre che la qualità dei posti di lavoro è diminuita.

“Guardando lo spaccato di quei dati, si capisce che non bisogna vantarsene: diminuiscono i contratti stabili, aumentano i contratti a termine. Io ho fatto il reddito di cittadinanza perché non voglio essere un ministro del Lavoro che vanta dei dati ma poi in realtà ha fatto il record storico di precariato. Noi abbiamo l’ambizione di fare il meglio e, cioè, vogliamo aiutare le imprese ad assumere”.

Proprio per riuscire in questo intento, nella legge di bilancio sono stati stanziati fondi mirati alle assunzioni. Si tratta per l’appunto delle agevolazioni da tre miliardi di euro sull’Ires per le aziende che assumono a tempo indeterminato.