Lavoro: “Un errore cancellare i voucher”

1 Febbraio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – L’appello per salvare il soldato voucher è rimasto inascoltato. Esprime rammarico Fabrizio Bentivogli, leader della Fim-Cisl al convengo dell’Unione industriale di Torino sulle Relazioni industriali e partecipazione nell’impresa 4,0.

Come riporta oggi La Stampa, intervistando lo stesso Bentivogli, il problema del lavoro nero, che ha raggiunto complice la crisi economica un forte boom, è in parte dovuto anche all’eliminazione dei voucher lavoro, i famosi buoni per pagare le prestazioni di lavoro occasionali.

“Il voucher garantiva la trasparenza e la tracciabilità del rapporto di lavoro e permetteva di rintracciare gli abusi. Abbiamo cercato di spiegare che la sua cancellazione avrebbe portato ad un aumento dell’evasione e alla crescita del lavoro irregolare. Purtroppo la previsione è diventata realtà. (…) Quello strumento aveva un peccato originale: era semplice. E adesso per contenere questo fenomeno è necessario ripartire da lì, dalla semplicità e dalla trasparenza dei contratti di lavoro. Io sommessamente faccio notare che, ad esempio nel settore metalmeccanico, è difficile controllare il corretto utilizzo di strumenti come i tirocini o gli stage”.

La ricetta di Bentivogli è una: semplicità e maggiori controlli e soprattutto spazio alla tecnologia.

“Regole semplici, più controlli e utilizzare al meglio le tecnologie. La tecnologia è una grande alleata per rendere trasparenti i rapporti di lavoro. Certo è necessario rimettere in piedi il sistema dei controlli che è stato smantellato negli ultimi venti anni perché adesso la possibilità per gli evasori di essere beccati purtroppo è davvero rata. Le infrastrutture basate sul blockchain non vanno solo bene per vendere o comprare i bitcoin ma anche per rendere trasparenti i rapporti di lavoro. Tutto è tracciabile e trasparente e questo rende possibile mettere in campo degli smart contract che facilitano, verificano o fanno rispettare la negoziazione o l’esecuzione anche di un rapporti di lavoro senza bisogno di firma o di un contratto più facilmente falsificabili”.