Lavoro, PD: rassegnatevi, “istruzione più lunga, meno posti fissi”

21 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Si andrà in pensione più tardi, i posti a tempo indeterminato saranno sempre meno e si allungheranno i tempi del percorso formativo che permetterà di fare ingresso nel mondo del lavoro. È la candida ammissione di una situazione degenerante nel mondo occupazionale italiana che fa un esponente del team economico del PD.

Filippo Taddei, responsabile economico del Partito Democratico, la prima forza al governo, ha detto che la gente si deve rassegnare al fatto che “l’intero mercato del lavoro” sta cambiando. Con esso deve pertanto “cambiare anche la mentalità degli italiani”.

Dobbiamo abituare la gente che l’istruzione sarà molto più lunga e costosa. Le assunzioni a tempo indeterminato molte di meno, i tempi di lavoro più lunghi, i pensionamenti verranno posticipati”.

Le riforme, ha spiegato Taddei, riconoscendo dunque l’intenzione di aumentare la flessibilità in uscita e non solo in entrata, “non hanno solo un fine economico, ma anche e sopratutto sociale perché servono a modificare la mentalità lavorativa degli italiani”.

Proprio ieri è arrivato un report che ha in qualche modo smentito le dichiarazioni del governo in materia di ripresa del mercato occupazionale. Le assunzioni hanno smesso di crescere e anzi sono scese sia in gennaio sia in febbraio una volta che sono venuti a mancare gli sgravi fiscali alle aziende che aggiungono nuovo personale.

È la dimostrazione che il Jobs Act la riforma del lavoro del governo Renzi – da solo non riesce ancora a innescare la ripresa e ridurre il tasso disoccupazionale sopra la media europea, in particolare tra i più giovani.