Finito l’effetto sgravi, nessuno assume più in Italia

19 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Da inizio anno i datori di lavoro hanno smesso di assumere nuovo personale. È quanto evidenzia il rapporto dell’Inps sul precariato, da cui emerge come il numero di assunzioni nel settore privato sia calato nei primi due mesi del 2016. A febbraio le assunzioni sono state pari a 341 mila unità, per una flessione del 12% (-48 mila) rispetto al 2015. A gennaio il calo era risultato del -17%.

Questo rallentamento ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato, che sono crollati del 33% (46 mila assunzioni in meno) rispetto all’anno scorso (a gennaio la contrazione sul corrispondente mese 2015 era stata pari a -34%).

Anche dall’Ocse non arrivano notizie confortanti per il mercato occupazionale italiano. Mentre i dati sono migliorati dello 0,2% complessivamente nei paesi del blocco, nell’ultimo quarto del 2015 in Italia i livelli di occupazione sono stati a mala pena stabili rispetto al terzo trimestre, al 56,5%. E in quel periodo erano ancora in vigore i vantaggi fiscali per i datori di lavoro che assumevano.

Il tasso di occupazione nei paesi Ocse è salito al 66,7%, tornando sui punteggi pre crisi ovvero quelli fatti segnare nel primo trimestre 2008. Nell’area euro l’incremento è stato di 0,1 punti percentuali al 64,7%, per il nono trimestre consecutivo di crescita.

Le punte massime le hanno toccate la Spagna (+0,6 punti al 58,6%), la Repubblica Slovacca (+0,5 al 63,4%) e la Grecia (+0,4 al 51,4%).

Le due sole magre consolazioni che si possono evincere dal rapporto dell’Inps vengono dal lato dei licenziamenti e dall’andamento del mercato occupazionale su base annuale. Le cessazioni lavorative sono risultate in calo a febbraio, del 7%, senza variazioni su base annua. Il saldo fra assunzioni e cessazioni, poi, risulta positivo di 529mila unità nei dodici mesi che vanno dal marzo 2015 al febbraio di quest’anno.