Lavoro: due italiani su tre pronti ad emigrare per una carriera migliore

23 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Gli italiani non temono la prospettiva di dover viaggiare all’estero per lavoro. Anzi. Sono, infatti, i primi in Europa per propensione a spostarsi in maniera stabile altrove. Due su tre sarebbero pronti a fare le valigie se potessero ottenere un avanzamento di carriera e un miglior equilibrio fra lavoro e vita privata (67%), il 3% in più della media globale e il 12% in più di quella europea.

Il 64% si trasferirebbe a fronte di un notevole aumento di stipendio (sei punti in più della media complessiva), mentre il 57% alla ricerca di una carriera più soddisfacente (+4% sulla media mondiale).

Sono i risultati dell’ultima indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività.

Appurato che gli italiani si trasferirebbero all’estero per affrontare una carriera professionale migliore, quali sono le mete preferite? Queste le destinazioni europee:

  • Il 9% andrebbe in Germania;
  • L’8% in Francia, Svizzera e Spagna;
  • Il 7% nel Regno Unito;
  • Il 4% in Austria;
  • Il 3% in Belgio.

Per quanto riguarda, invece, i Paesi oltreoceano, vincono gli Stati Uniti con il 6% delle preferenze. A seguire ci sono Australia (5%) e Canada (3%). A livello globale sono gli Stati Uniti a raccogliere più voti, col 10% delle scelte, seguiti da Germania (8%), Regno Unito (7%), Australia (7%), Canada (6%), mentre soltanto il 3% dei lavoratori mondiali verrebbe in Italia.

In questo scenario, però, si inserisce un dato meno felice. Gli italiani non hanno fiducia nelle opportunità professionali del mercato del loro Paese. Quasi un italiano su due, infatti, preferisce emigrare piuttosto che cambiare carriera, cinque punti in meno della media globale, ma ben sette in più della media europea. Infine, il 57% degli intervistati accetterebbe di trasferirsi all’estero se l’azienda italiana glielo chiedesse, pur di non perdere il proprio posto di lavoro.

“L’elevata propensione degli italiani a spostarsi all’estero per dare una spinta alla propria carriera testimonia l’intraprendenza e la consapevolezza da parte degli italiani di un mondo del lavoro sempre più globale, ma rappresenta anche una spia di allarme sulle opportunità offerte dal mercato italiano”, afferma Marco Ceresa, amministratore delegato Randstad Italia.”Un’eccessiva emigrazione dei profili migliori però rischia di tradursi in un impoverimento sociale ed economico del paese. Per evitare questo rischio le imprese devono migliorare le loro strategie di attrazione dei talenti, con piani di carriera, formazione e valorizzazione delle competenze, coinvolgimento dei dipendenti in progetti stimolanti, offrendo equilibrio fra lavoro e vita privata”, spiega.