La view contrarian: “Ecco perchè dovete credere in un rally dell’azionario”

13 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Arriva la view contrarian sull’azionario, tanto più contrarian visto che a illustrarla è Gerard Minack, ex responsabile della strategia sui mercati dei paesi avanzati di Morgan Stanley, ora consulente di investimenti con sede a Sidney, noto per essere tra i guru più “bearish”, ovvero più pessimisti.

Minack ritiene che una combinazione di forze globali potrebbe dare il via nei prossimi mesi a un rally dell’azionario sui mercati globali.

L’opinione si basa su quattro punti chiave.

  • L’evento meteorologico El Nino che darà una spinta alla produzione globale.
  • L’aumento dei salari negli Usa.
  • Il fondo toccato dai prezzi del petrolio, che con la loro ripresa stimoleranno l’inflazione.
  • Mercati più aggressivi sulla politica dei tassi di interesse della Federal Reserve.

Esaminando tali assunti uno per uno, Minack ritiene che, prima di tutto:

“El Nino sta riscaldando l’emisfero nord, e tale situazione porta spesso a un contesto macroeconomico solido. Un inverno caldo negli Usa seguirebbe due mesi di gennaio molto freddi (quelli appunto degli ultimi due anni), e dunque il 2016 potrebbe iniziare con un bang, dal punto di vista macro”. Insomma, il caldo dovrebbe far bene ai fondamentali dell’economia. Tra l’altro la stessa National Oceanic Atmospheric Adminisration (NOAA) ha reso appena noto che la probabilità che El Nino duri fino all’inizio della primavera del 2016 è pari all’80%.

 

Secondo punto, ovvero la crescita dei salari nella più grande economia al mondo, gli Stati Uniti:

“Diversi indicatori suggeriscono che i salari accelereranno il passo nel primo semestre del 2016”.

Terzo punto: i prezzi del petrolio toccheranno il fondo:

“Se i prezzi del petrolio testassero il fondo, diciamo, per tutto il trimestre che terminerà nel marzo del 2016, a quel punto il possibile dietrofront del dollaro rispecchierebbe quel trend che vede il dollaro tendere a indebolirsi all’inizio dei cicli di politica monetaria restrittiva della Fed”. (E quindi un dollaro più debole dovrebbe corrispondere a un aumento delle pressioni inflazionistiche).

Quarto punto: I mercati stanno fraintendendo la Fed:

“Se tutto ciò (ovvero le condizioni di cui sopra) si verificasse, i tassi di mercato si allineerebbero alla view della Fed sul probabile percorso di politica (monetaria), almeno nel 2016. Nel breve, i tassi potrebbero diventare più aggressivi (dunque salire e allinearsi all’ottimismo della Fed).

La view di Minack, per quanto secondo molti troppo ottimista, trova sostegno tra diversi gestori di fondi senior, che hanno riferito a Business Insider come proprio in questo momento stiano andando a caccia di opportunità di acquisto. In realtà, dal canto suo Minack non si è trasformato improvvisamente in un rialzista.

Il suo noto pessimismo sull’azionario deriva dalla convinzione secondo cui le aziende stanno soffrendo un periodo lungo di stagnazione sul fronte della crescita degli utili, ‘grazie’ alla disponibilità di credito facile per la politica delle banche centrali. L’outlook dell’esperto è stato fosco per diverso tempo.

E anche nel suo ultimo commento, Minack ha affermato che, nel lungo termine, il suo pessimismo rimane.

Tuttavia, già nella sua nota “Down under Daily” rivolta ai clienti e inviata due giorni prima del giorno di Natale, Minack ha sottolineato di credere in un rally dell’azionario globale, nel primo semestre del 2016, a causa della presenza “di fattori ciclici che domineranno (i mercati), per un trimestre o due nel 2016”.