UBS e le prove dell’arrivo del terzo tsunami della crisi globale

4 Dicembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – La “terza ondata” della crisi in arrivo sul mercato arrivera’ dall’Asia il cui il livello di indebitamento del settore privato continua a salire. Lo dicono gli analisti di Ubs – confermando praticamente quanto era stato già previsto in un report diffuso qualche giorno fa – che, in una nota odierna, hanno sottolineato come, a fronte di un costante calo dei tassi di interesse, il livello di indebitamento delle societa‘ ha subito un costante aumento, rendendo la situazione insostenibile. Si legge in una nota della banca svizzera:

“I tassi di interesse sono in costante riduzione dal 2008, ma allo stesso tempo il livello di indebitamento privato ha proseguito nella sua fase di espansione ad un tasso superiore alla disponibilità delle banche centrali di ridurre i tassi”.

Questa situazione, definita dagli analisti di Ubs come la “terza ondata” della crisi finanziaria globale del 2008 in quanto ha radici nel comportamento degli investitori dopo il crollo del sistema bancario, rischia di avere effetti catastrofici nel resto del mondo.

In particolare, il grafico di UBS mostra la relazione tra la crescita dell’economia e quella del credito in Asia

In base alle previsioni, il rallentamento del tasso di crescita della maggiori economie dell’area insieme all’alto livello di indebitamento potrebbero mettere un freno alla crescita globale, ma anche spingere ancora più in basso il mercato delle materie prime e i flussi commerciali.

Un altro grafico mette in evidenza, a fronte di un ribasso dei tassi di interesse, un rialzo del debt service povvero dell’ammontare necessario per rimborsare il debito (capitale più interessi). La preoccupazione è soprattutto per le conseguenze che un rialzo dei tassi da parte della Fed avrà sui costi di rifinanziamento del debito delle economie dei paesi emergenti.