La politica in vetrina: gli “illibati” della sinistra

5 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Adesso siamo al completo, siamo soddisfatti e possiamo tirare la somme, “serenamente e pacatamente”.

Conosciamo meglio il punto di vista del duo “Prodi-Vetroni” in ordine all’attuale e travagliata fase politica che il nostro Paese sta attraversando.

Ambedue, questi soloni sempre verdi che quando governavano, volevano “fare questo ma anche quell’altro” salvo poi non aver fatto niente come sempre accade quando l’utopia si allontana dal senso pratico. Essi, sono contrari a fare accordi con il nemico di sempre, il cd. “leader dello schieramento a noi avverso” come veniva definito l’ex cavaliere in una lontana campagna elettorale risalente al 2008.

Gli stessi, in  auge all’epoca della nascita dell’Ulivo, pur riuscendo a vincere le elezioni politiche battendo l’avversario in ben due occasioni diverse, nella realtà non hanno mai governato ed avevano ministri e sottosegretari che la mattina votavano i provvedimenti nel Consiglio dei Ministri o nel Parlamento e il pomeriggio marciavano in piazza per contestare   gli stessi provvedimenti.

La sinistra è grande, ha sempre fatto così, gli piace dividersi su tutto e magari far cadere i Governi che ha contribuito a far nascere (Governi Prodi docet).

Infatti oggi abbiamo una “sinistra assortita”, con tante sigle ed acronimi talmente variopinti e variegati che faccio addirittura fatica a contarli tutti.

Tornando al “duo” della politica nostrana, quella casareccia, quelli che non si sono mai cimentati, neanche a mo’ di tentativo, in uno straccio di Riforma Costituzionale e/o Istituzionale – salvo parlarne naturalmente – sono invece bravi nella critica del lavoro degli altri e, nello specifico nel lavoro di Matteo Renzi in  particolare.

Sono contrari a fare accordi sulla “legge elettorale” con  il “leader dello schieramento avversario”.

Nati per stare fermi, immobili, palude ad oltranza!

Grandi, ma che dico grandissimi.

A questi signori, “serenamente  e pacatamente” vorrei dire:  Ma vi risulta l’esistenza di una Sentenza della Consulta che in data 24 gennaio 2017 , dopo la totale bocciatura del Porcellum del 2014, ha cassato pure l’Italicum – con annesso ballottaggio dichiarato incostituzionale – che prevedeva proprio questo che voi volete, cioè conoscere il nome del vincitore la sera stessa delle elezioni ad urne chiuse?

Vi risulta che una legge elettorale – quale che sia – non può essere scritta da soli?

Vi risulta che per andare a votare prima possibile, possibilmente ieri mattina, serve una legge elettorale possibilmente omogenea fra Camera e Senato?

Perché non proponete qualcosa che abbia un senso concreto, consentendo all’Italia di uscire da questo stagno senz’acqua?

Ancora, ahimè, con l’Italia divisa in tre e senza il “ballottaggio”, ritenuto incostituzionale dalla Consulta, con qualunque legge elettorale alla fine non vincerà nessuno e ci ritroveremo con lo stesso stallo del febbraio 2013 che, dopo due mesi a “bagno Maria da parte di Bersani”, si decise per le “larghe intese”.

La storia si ripete e si ripeterà senza una riforma in grado di semplificare il quadro amministrativo e istituzionale.

Per il resto, le “regole” si scrivono insieme agli altri e gli altri, in questo momento sono FI e M5S!

E allora, qual è l’alternativa?

Togliendo il “leader dello schieramento avversario” li facciamo venire dalla luna i soggetti deputati a scrivere le regole del gioco o si tenta, più ragionevolmente uno straccio di accordo?