Financière de l’Echiquier: 5 “regole d’oro” per l’investimento in tempo di crisi

2 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

Le conseguenze sui mercati del coronavirus hanno colto impreparati gran parte dei fondi attivi americani, e pochi analisti si avventurano in previsioni precise su quanto potrà durare l’emergenza sanitaria e, di conseguenza, la fase ribassista per i mercati. Anche per questo i consulenti finanziari, come i loro clienti, hanno bisogno più che mai di punti fermi sui quali fondare una strategia che permetta, per quanto possibile, di approfittare delle opportunità che si apriranno una volta che il peggio sarà passato.
Forte di una esperienza di oltre 30 anni nel mondo del risparmio gestito, David Ross, CFA e gestore azioni internazionali di La Financière de l’Echiquier, ha provato a mettere assieme alcune “regole d’oro” per dare un senso razionale alle proprie decisioni, anche quando le incognite sono numerose, come in questa fase. Riportiamo di seguito alcuni passaggi del suo intervento.

  1. Se l’analisi non è possibile, meglio astenersi dal decidere. “La gestione patrimoniale si basa su decisioni intelligenti” ha esordito Ross, “se l’analisi viene meno nessuna decisione intelligente può essere assunta.
    Questa è la mia prima regola. Se non si può prendere una decisione intelligente è meglio non decidere affatto perché, senza un’analisi, ogni decisione si riduce a mera ipotesi e l’ultima cosa da fare quando si investe è tirare a indovinare.
    Se non si può assumere una decisione intelligente la cosa migliore, a mio parere, è quella di astenersi.
    Poiché nessuno è in grado di prevedere lo sviluppo della pandemia di Covid-19, ogni tipo di analisi è impossibile. Pertanto, non ho apportato cambiamenti significativi nella gestione del mio fondo internazionale da quando è dilagato il panico il mese scorso”.
  2. Se l’analisi è possibile, va fatta prima di agire. “Quando una situazione può essere analizzata, ogni gestore è tenuto a prendere una decisione intelligente”, ha proseguito Ross, “è quanto è successo, ad esempio, all’inizio di marzo quando l’Arabia Saudita e la Russia hanno scatenato una guerra dei prezzi del petrolio, provocando il crollo dei titoli petroliferi. Una delle mie regole d’oro vuole che quando un titolo sprofonda bisogna analizzare la situazione e prendere una decisione. Delle due l’una: o si compra perché si è convinti di avere ragione o si vende perché si è commesso un errore prima. Molti investitori aspettano, semplicemente, e sperano che l’azione risalga ma la speranza non è una strategia”.
  3. L’importanza di sbagliare. “Un’altra lezione che traggo dalla mia esperienza trentennale sul mercato è che spesso la prima perdita è la migliore. Se vuoi vendere, vendi. Se la tua analisi è corretta non riuscirai molto probabilmente a spuntare un prezzo migliore più avanti. Questo mi porta a sottolineare un’altra lezione che ho imparato sul campo: commettere errori è una cosa positiva”, ha affermato Ross.
    “Molti investitori ritengono che l’obiettivo sia evitare gli errori, evitare il rischio. Credo che sia il modo sbagliato di cercare di fare soldi… Sono dell’avviso che l’estrema cautela sia una strategia perdente per chi investe in azioni anche se potrebbe essere una buona strategia per proteggere la carriera di quel gestore che non porterebbe grandi risultati ai suoi clienti”.
  4. Circoscrivere l’analisi.“Grazie a un portafoglio altamente concentrato mi focalizzo sulle idee migliori e riesco così a informarmi meglio sui rischi e il potenziale rendimento di ogni investimento.
    Ritengo che il numero ideale di azioni in un portafoglio si aggiri attorno a 30 dato che non sarei in grado di analizzare e valutare approfonditamente 50 o 100 titoli”.
  5. Se un titolo di qualità è a buon mercato, è una buona occasione. “Chiudo con un ultimo consiglio per resistere su questi mercati volatili, la mia golden rule #1: è raro che le grandi società siano poco costose ed è altrettanto raro che i titoli a buon mercato siano fantastici.
    Ho avuto modo di verificarne la fondatezza in 30 anni e più anche se, alla luce dei recenti ribassi significativi sui mercati, penso che questo sia uno di quei rari momenti in cui si possano trovare titoli poco costosi ma di grande qualità”.