L’oro che comprate sui mercati non vi appartiene

28 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le autorita’ Usa hanno fatto causa contro due societa’ di Boca Raton – Joseph Glenn Commodities e JGCF – e i loro propietari Scott Newcom e Anthony Pulieri. L’accusa e’ di avere truffato una serie di clienti retail attivi nel mercato dei metalli preziosi.

I due gruppi di brokeraggio avrebbero finanziato transazioni fraudolente, intascando profitti grazie a un sistema perverso di interessi sulle operazioni di acquisto.

La Commissione americana delle attivita’ di trading di contratti sulle materie prime (CTFC) ha chiesto ai due gruppi un risarcimento di piu’ di 1 milione di dollari.

Fin qui nulla di stano. Ma c’e’ un dettaglio che salta all’occhio e che dovrebbe far balzare dalla sedia chiunque fosse convinto di possedere personalmente l’oro acquistato tramite fondi comuni e broker. Si rendera’ conto che in realta’ il metallo giallo non gli appartiene e non gli e’ mai appartenuto.

Da luglio 2011 a giugno 2012, i clienti – contattati di solito al telefono o sul sito di Joseph Glenn – che hanno comprato lingotti d’oro, cosi’ come altri metalli preziosi (argento, rame, platino o palladio), tramite operazioni nei mercati non regolamentati ‘over-the-counter’, hanno pagato alle due societa’ una parte del prezzo di acquisto per i metalli, mentre la quota restante veniva versata da Joseph Glenn e JGCF. A loro volta i due broker americani chiedevano ai clienti retail un tasso di interesse sull’ammontare del prestito effettuato.

Nel caso specifico i contratti futures funzionavano come una sorta di mutuo. Dal comunicato della CFTC si scopre, infatti, che l’oro fisico che i clienti pensavano di possedere, in realta’ non e’ mai stato in loro possesso. Non ne avevano alcun titolo. Dal punto di vista prettamente legale, l’oro fisico rimane ed e’ sempre rimasto in mano ai broker Usa. Lo stesso si presuppone avvenga anche per altre case d’affari i fondi comuni ETF.