L’ex Cav condannato per frode, anche pagliaccio. Ora dice: “Viva Letta”.

31 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La solita tattica di sempre: dichiarazione bomba sulla caduta del governo, per galvanizzare la base dei fan, e poi smentita il giorno dopo. Una politica che nemmeno in Tanzania oserebbe sopportare. Ma in Italia, accade. “Sono il bersaglio della sinistra”, ma nessun ultimatum al governo Letta che “fa cose egregie e voglio che continui”.

Lo assicura oggi il leader del PdL, Berlusconi, parlando sotto un gazebo a largo di Torre Argentina, a Roma, dopo aver firmato i referendum promossi dai radicali, 6 dei quali sulla giustizia.

“I giornali hanno messo come mio ultimatum il fatto che cadrebbe il governo se fosse votata la mia decadenza. Non ho mai pronunciato questa frase”, dice Berlusconi sottolineando di aver “voluto” lui questo esecutivo e che all’Italia serve “un governo che continui a governare”. Via i ministri PdL in caso di decadenza? “Lo dicono loro, io spero di no”.

Ha poi continuato: ”Spero che il governo possa continuare”, ma ”è una cosa che rientra addirittura nell’assurdità che una forza democratica come il Pd pretenda che un’ altra forza alleata possa restare a collaborare al tavolo del governo se gli si sottrae il fondatore e il leader”.

«Ritiro dei ministri in caso di decadenza? Questo è quello che mi dicono gli stessi ministri, chiedetelo a loro. Comunque io mi auguro che questo non accada», risponde il Cavaliere quando gli chiedono se ritirerà la delegazione pidiellina dal governo in caso di voto in giunta sulla sua decadenza da senatore.

[ARTICLEIMAGE] «C’è un disegno preciso, vogliono eliminarmi. Le condanne che ho avuto sono soltanto politiche» e hanno l’obiettivo di favorire la sinistra, «affinché possa prendere definitivamente il potere», ha sottolineato ancora il leade del Pdl. «L’unica mia colpa nei confronti degli italiani è non avere raggiunto il 51 per cento dei consensi…».

Sui referendum. «Io firmo non solo i sei referendum sulla giustizia, che sono sacrosanti, ma firmo anche gli altri su cui non sono d’accordo, ma con questa firma voglio affermare il diritto degli italiani» ad esprimersi con un voto, ha spiegato Berlusconi, firmando i 12 referendum promossi dai Radicali: sei sulla giustizia, altri sei sui «diritti umani».

_______________________________

”A questo governo dò tutto, il sangue e l’impegno ma non è il governo per cui ho fatto la campagna elettorale”. Così il premier Enrico Letta aprendo la Festa del Pd a Genova.

‘Quando Napolitano sciogliera’ le Camere faro’ campagna elettorale per un governo di centrosinistra’, ha detto sottolineando tuttavia che questo ‘non è solo il governo dei compromessi e dei rinvii come dicono alcuni detrattori, questi 4 mesi di governo stanno cambiando l’Italia molto più di quanto si pensi. Io lavoro per il governo che ha ottenuto la fiducia del Parlamento con 3 obiettivi da realizzare in 18 mesi. Se il governo si mettesse ad occuparsi di altre questioni non farebbe il suo dovere. Il governo non ha nulla a che fare con le competenze della giunta. Chi crea connessioni improprie dovrà spiegare ai cittadini il senso di queste relazioni pericolose’.

E sulla decadenza di Berlusconi sottolinea: ‘La risposta è molto semplice: io penso che non credo ci siano molti margini, la separazione tra il piano politico e giudiziario è necessario’. Poi insiste sulla riforma elettorale: ‘Noi dobbiamo ricreare l’agibilità del campo da gioco con la riforma della legge elettorale. Il porcellum è il diavolo tentatore ma noi non dobbiamo farci tentare. Noi siamo in questo casino perché abbiamo questa legge elettorale e due Camere con gli stessi poteri’.

L’accordo raggiunto in cdm sulla service tax ”é quello per cui il Pd ha fatto la campagna elettorale, cioè il superamento dell’Imu che è una tassa iniqua. La service tax ”sarà più bassa della somma di imu e tares e rispetta criteri di equità e progressività. L’Imu è una tassa iniqua e non progressiva, la Service Tax sarà più bassa e non sarà caricata sugli affittuari contro i proprietari. Risponderà a esigenze di equità e progressività.’

Ha spiegato il premier che popi ha annunciato: ‘Sul lavoro dobbiamo centrare la ripresa, la ripresa ci sarà. E io lavorerò perchè sia ripresa con il lavoro. Al Consiglio dei Ministri di mercoledì affronteremo il problema terribile degli esodati, perchè lo Stato non ha rispettato un accordo preso con loro e occorre ristabilire un clima di fiducia nel Paese’.

Berlusconi, se sinistra mi fa decadere governo cade – “Sarebbe disdicevole se il governo cadesse ma naturalmente non siamo disponibili a mandare avanti un governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, sul leader del Pdl, impedendogli di fare politica”. Così Silvio Berlusconi in un collegamento telefonico con Bassano del Grappa dove è in corso una riunione dell’Esercito di Silvio. Dopo 20 anni dalla mia discesa in campo si ripete la stessa situazione: tentano di nuovo di togliermi di mezzo attraverso misure giudiziarie che nulla hanno a che vedere con la democrazia.

Letta: ‘Non entro in congresso ma segretario sia tale’ – ”Non voglio entrare nelle vicende del congresso ma dico solo che serve un segretario che come primo compito si impegni a fare il segretario, è già un compito impegnativo. Facendo il vicesegretario mi sono reso conto che la cosa più bella è che oggi parliamo e ci confrontiamo per le idee e non in base ai partiti di appartenenza. Io voglio un segretario che vinca convincendo gli elettori e non in base ad un pedigree.

Al congresso concentriamoci su un progetto per l’Italia più che sulle regole, evitiamo che il paese intero ci compatisca perchè discutiamo di regole. L’unità interna è fondamentale: il Pd deve fare il congresso, un bel congresso, ma in cui alla fine siamo tutti uniti con Pd forte’

Renzi, rottamiamo le correnti di questo partito – ”Rottamiamo le correnti di questo partito” se vogliamo ”un Pd che non perda alle elezioni”. Cosi’ Matteo Renzi a Forli’ dove assicura ‘se divento segretario, la prima cosa che facciamo è rottamare le correnti’. Poi su Berlusconi: ‘In un qualsiasi Paese civile, un leader che viene condannato in via definitiva va a casa lui, senza aspettare che venga interdetto’. Lo ha detto Matteo Renzi, alla Festa del Pd di Forlì, riferendosi alla condanna Mediaset. (ANSA)