L’assoluto dominio silenzioso delle banche canadesi

3 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Istituti di credito come Citigroup in Usa e BNP Paribas in Francia sono impegnati da qualche tempo in operazioni di aggiustamento dei propri asset, che prevedono la vendita delle attivita’ in eccesso o poco redditizie, nell’ambito di programmi di aumento di capitale che hanno l’obiettivo di consentire alle banche di rispettare le norme di capitale imposte da Basilea III e che entreranno in vigore nel 2015.

Le stesse norme su cui i ministri delle Finanze dell’Unione Europea non sono riusciti a trovare un punto comune a tutti e stringere un accordo. Coriacea la resistenza opposta dal Regno Unito, che vuole arrivare a un nuovo accordo nel prossima riunione fissata il 15 maggio. Il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne preteso piu’ flessibilita’, defininendo le norme di regolamentazione dei livelli di capitale, cosi’ come si presentano ora, “idiote”.

Per gli istituti canadesi sono proprio gli interventi “di emergenza” dei gruppi concorrenti ad aver creato opportunita’ ghiotte per poter aumentare il proprio raggio di azione e rafforzare presenza e bilanci. Come ben dimostrato dalla classifica delle maggiori societa’ finanziarie al mondo stilata da Bloomberg, in cui il Canada e’ riuscito a piazzare ben quattro banche nella top ten.

Le sei aziende principali del Canada hanno speso 37 miliardi e 800 milioni di dollari dal 2008 in circa 100 operazioni di acquisto all’estero e all’interno dei confini. Sono alcuni dei numeri salienti raccolti nello studio uscito nel numero di giugno del mensile Bloomberg Markets.

In testa si e’ piazzato per il secondo anno consecutivo un gruppo di Singaopre, Oversea-Chinese Banking, seguito a stretto giro di posta dal canadese OCBC. A completare il podio CIBC, al quarto posto TD Bank, davanti a National Bank of Canada. Al sesto un’altra canadese: Royal Bank of Canada, il gruppo maggiore per dimensioni del paese. Bank of Nova Scotia si e’ classificata 18esima, Bank of Montreal quattro posti piu’ indietro.

“Siamo in grado di farlo perche’ abbiamo flessibilita’, che e’ un risultato della nostra foza”, dice Gerald McCaughey, chief executive officer di Canadian Imperial Bank of Commerce (CIBC), che l’anno scorso ha comprato una quota di minoranza di JPMorgan Chase nella societa’ di gestione di asset American Century Investments.

“Sul lungo termine, questo tipo di operazioni dovrebbero contribuire a confermare la solidita’ e la competitivita’ del sistema bancario canadese”.

Anche sul fronte degli investimenti in borsa le banche canadesi hanno fatto meglio delle concorrenti. Nei quattro anni conclusisi il 31 dicembre scorso, l’indice Standard & Poor’s/TSX Composite Commercial Banks Industry che misura l’andamento delle otto banche quotate in borsa del paese ha realizzato guadagni pari al 4,8% a fronte del tonfo del 56% accusato dalle 24 componenti internazionali del KBW Bank Index, indice che e’ formato, tra gli altri, dai principali colossi di Wall Street.