L’Argentina, Stiglitz e la manipolazione della statistiche (pensando ai default in Europa)

14 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Buenos Aires – “Se tutti barano, allora bariamo anche noi”. Con queste parole, la presidenta dell’Argentina, Cristina Kirchner, anche se in forma implicita ha giustificato la manipolazione delle statistiche del governo, in un evento in cui il premio Nobel in Economia Joseph Stiglitz ha elogiato il recupero dell’Argentina per uscire dalla crisi, mettendo in chiaro che il paese ha davanti a se’ molte sfide per riuscirci.

Nel “Museo del Bicentenario”, Stiglitz è stato l’oratore principale di un evento organizzato per evidenziare l’esperienza dell’Argentina rarrafrontandola alla crisi europea.

L’economista americano, ex capo economista della Banca Mondiale – anche se la presidenta lo ha citato come “ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale” dicendo che “conosce il mostro da dentro” – ha detto che la svalutazione e il default in Argentina sono stati la chiave per lasciarsi alle spalle la crisi. E ha citato il caso della crisi americana dei primi anni ’80 e quella del 2008, quando il governo degli Stati Uniti impedi’ alle banche Usa di fallire fissando il valore dei loro attivi ad un livello intermedio tra quello di mercato e quello contabile.

L’interprete di Stiglitz ha tradotto le sue frasi come “truchar” (cioe’ truccare) le statistiche, in realtà è un’operazione comune nelle crisi bancarie, che consiste nel modificare un valore, ma senza falsificarlo.

Sulla base di questo concetto espresso dall’economista, che parlerà questa mattina (ndr: ieri) presso la Facoltà di Scienze Economiche della UBA (Universidad de Buenos Aires) la Presidenta alla fine risulta nel testo aver detto: “Se trucchiamo, trucchiamo tutti”.

“Questo è per gli stolti”, ha affermato ridendo la capa dello Stato, alla ricerca di compolicita’ tra funzionari e militanti de La Cámpora che hanno partecipato all’evento, per criticare coloro che mettono in dubbio la manipolazione delle statistiche pubbliche argentine dal 2007.

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Reinterpretando le parole di Stiglitz, Cristina ha detto: “Abbiamo dovuto truccare e abbiamo truccato, e se io fossi stato presidente degli Stati Uniti, avrei preso la stessa decisione”.

Allo stesso modo, ha fatto riferimento alle cifre dei debiti sovrani di alcuni paesi europei che, nonostante siano stati sottostimati, non sono stati puniti dalle agenzie di rating con un downgrade, come e’ successo invece con l’Argentina a partire dal momento della manipolazione dei dati Indec.

Stiglitz ha elogiato il recupero dell’Argentina dopo la recessione del 1998-2002, basato su due situazioni che ha giudicato difficile possano essere adotatte oggi dall’Europa: il default e la svalutazione. Ma ha chiarito che dopo che il paese fu costretto a sottomettersi alle pressioni del mercato, quando prosegui’ sulla strada della ristrutturazione del debito, fu per la mancanza di un meccanismo formale di ristrutturazione dei debiti sovrani. “Ci fu una proposta formale, ma il presidente (George W.) Bush mise il veto”, ha detto Stiglitz, riferendosi al tribunale fallimentare sovrano suggerito dall’allora “numero due” del Fondo Monetario, Anne Krueger.

[ARTICLEIMAGE] La presidenta, che ha ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Stiglitz, ha poi ripreso questo concetto: “Fu così che Bush si nego’; e guarda che buona idea alla fine fu”, anche se in quel momento la squadra economica del ministro argentino Roberto Lavagna critico’ quell’iniziativa, considerando che favorita i creditori privati. In effetti fu l’assenza di un quadro normativo che consenti’ all’Argentina di implementare una forte svalutazione del 70% nel cambio.

Stiglitz non è stato molto applaudito, forse perché il tono della sua esposizione era piuttosto accademico e perché e’ stato molto moderato nei suoi concetti. Ha solo suggerito che, al di là della forte crescita raggiunta dal 2003, l’Argentina ha davanti a se’ “serie sfide” per mantenere questo percorso, a causa del complicato contesto in previsione per gli Stati Uniti e l’Europa.

“Speriamo che il paese sia fortunato”, e’ la sola affermazione fatta dall’economista che fu alla guida del Council of Economic Advisers durante la presidenza di Bill Clinton e che negli ultimi anni ha elogiato il governo argentino.

Una delle chiavi per spiegare il pericolo depressione nei paesi sviluppati, ha aggiunto Stiglitz, è l’austerità. “Troppi paesi hanno adottato politiche di austerità, ma la Spagna e l’Irlanda hanno registrato un surplus di bilancio, quindi la crisi non è stata causata da spese eccessive”. E ha aggiunto: “E’ stata la crisi che ha dato impulso al debito, non il contrario”. La Presidenta per parte sua ha criticato la decisione della Germania di promuovere il pareggio fiscale. Al contrario, ha affermato che al G20 l’Argentina sta cercando di dare impulso ad altre idee per “salvare il capitalismo”. “In realta’ non è il G20, è il G2, Stati Uniti e Cina, che decide tutto. Sicuramente, adesso mi butteranno via”. E ha chiuso con un’altra risata.

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