Katainen gela il governo: “No ad ulteriore flessibilità”

5 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Il vice presidente della Commissione europea, il finlandese Jyrki Katainen, continua a smorzare le speranze del governo italiano sul riconoscimento di ulteriori margini di flessibilità sulle spese in deficit tollerabili nell’ambito delle regole europee sul bilancio. Intervenuto su SkyTg24, Katainen ha dichiarato:

Non credo ci sia ulteriore spazio di manovra per rendere le regole ancora più flessibili. Le regole servono a mantenere la stabilità. L’Italia ha delle sfide di fronte a sé, se continua ad avere un deficit così alto e a non rientrare dal debito rischia di perdere credibilità sui mercati. Le nostre regole sono già molto flessibili e l’Italia è il paese ha beneficiato di più di questa flessibilità. Abbiamo preso in considerazione tutti gli elementi di flessibilità possibili e previsti dalle nostre regole. Se dovessimo andare avanti con ulteriore flessibilità vorrebbe dire che non abbiamo più regole.

E’ solo l’ultimo capitolo del botta e risposta a distanza fra esecutivo e Bruxelles: a marzo la Commissione Ue valuterà se la legge di Stabilità sarà approvata o dovrà apportare modifiche; in particolare, il governo chiede all’Europa l’esclusione delle spese sostenute per i migranti, 3,3 miliardi di euro, dal computo del deficit pubblico.

Il deficit strutturale, lo ricordiamo, è previsto in rialzo dall’1% 2015 all’ 1,7% 2016. Secondo il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, l’Italia ha già domandato flessibilità “non indifferente” pari allo 0,8% del Pil.

Anche se il debito pubblico è previsto in leggero ribasso per quest’anno (a 132,4% da 132,8%) il timore di Bruxelles è che l’Italia, in condizioni di (pur leggera) ripresa economica, non stia operando a sufficienza nella direzione della convergenza e del rientro del debito. “E’ finito il tempo in cui da Bruxelles ci dicevano cosa fare”, aveva dichiarato tre giorni fa il premier, Matteo Renzi, durante la sua visita in Africa. Dichiarazioni che a marzo, quando saranno consegnate le direttive della Commissione Ue sulla Finanziaria, verranno messe alla prova dei fatti.