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Jp Morgan torna bullish sulle azioni Usa, rivisto al rialzo target S&P 500

Jp Morgan torna bullish sull’azionariato americano. Con un cambio di prospettiva inatteso, la banca d’affari americana ha rivisto al rialzo il proprio obiettivo di fine anno per l’S&P 500 a 7.600 punti, dai 7.200 punti precedenti, mettendo in conto così un potenziale rialzo di circa il 7% rispetto ai livelli attuali. La mossa ribalta il precedente taglio delle stime, effettuato appena un mese fa sull’onda dello shock petrolifero legato alla guerra in Iran e dei timori sulla compiacenza degli investitori rispetto al conflitto.

L’IA torna a fare da traino

Due le ragioni principali che hanno spinto gli analisti a fare marcia indietro. Il vero motore di questa revisione è l’intelligenza artificiale, e in particolare il lancio di Claude Mythos, il nuovo modello sviluppato da Anthropic, che secondo JPMorgan ha “contribuito a riaccendere un sentimento bullish sull’AI dopo un avvio d’anno incerto”.

Da inizio aprile, il 66% dei titoli dell’S&P 500 con esposizione al comparto ha sovraperformato l’indice generale, ridando slancio a un segmento che aveva attraversato settimane di turbolenza.

Sul fronte della spesa in conto capitale legata all’intelligenza artificiale, JPMorgan stima un balzo del 58% su base annua fino a 775 miliardi di dollari entro fine 2026, con il consensus degli analisti che proietta il dato intorno agli 800 miliardi nel primo trimestre del 2027. Il messaggio della banca agli investitori è netto: i progressi tecnologici di questa stagione rendono tali investimenti strutturali, e le perplessità che avevano frenato il sentiment nei mesi scorsi appaiono oggi meno giustificate.

La stagione degli utili cambia registro

Oltre all’IA, altro fattore chiave dietro l’upgrade sono le attese di una stagione degli utili del primo trimestre più favorevole rispetto alla precedente, quando gli investitori erano esauriti dal tema IA e diffidenti verso i crescenti investimenti in conto capitale e in ricerca e sviluppo. La banca ritiene inoltre che le stime di consenso sugli utili dell’S&P 500 abbiano ancora margine di rialzo, dato che le revisioni positive recenti sono state guidate da un numero ancora ristretto di titoli. Anche il timore di un impatto dell’IA sull’occupazione nelle aree più sensibili, come l’ingegneria del software, stia per ora rientrando, con le assunzioni in ripresa. La banca si attende quindi una stagione degli utili del primo trimestre più favorevole rispetto al trimestre precedente, quando gli investitori erano esausti dall’argomento IA e diffidenti verso le elevate spese in conto capitale e in ricerca e sviluppo.

Nel dettaglio, gli strategist della banca guidati da Dubravko Lakos-Bujas hanno confermato il rapporto prezzo-utili prospettico a 22 volte, alzando invece la stima sull’utile per azione dell’S&P 500 per il 2026 da 315 a 330 dollari (+22% anno su anno) e quella per il 2027 da 355 a 385 dollari. La banca non esclude ulteriori margini di rialzo: una rapida distensione geopolitica potrebbe spingere il multiplo verso 23 volte, con l’indice che potrebbe attestarsi in area 8.000 punti entro dicembre.

Il cessate il fuoco regge, ma non è pace

Tutto bene, quindi? Non proprio. Il rischio geopolitico non è scomparso. Non esiste ancora un accordo di pace permanente tra Stati Uniti, Israele e Iran, e il cessate il fuoco temporaneo era in scadenza mercoledì sera. JPMorgan avverte che un forte rimbalzo dai minimi recenti lascia aperta la possibilità di una fase di consolidamento prima che il rialzo riprenda. Il prezzo del petrolio intorno ai 90 dollari al barile, tuttavia, segnala che il mercato non si aspetta una nuova escalation. La risoluzione completa del conflitto in Medio Oriente, avverte la banca, richiederà probabilmente ancora tempo.

Il target di 7.600 è la base, ma JPMorgan ha indicato anche uno scenario più ottimistico in cui l’S&P 500 potrebbe avvicinarsi a quota 8.000, qualora la propensione al rischio continui a migliorare.