Società

Italia seduta su bomba derivati da 163 miliardi

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NEW YORK (WSI) – Italia prima in Europa per esposizione nei confronti dei derivati, strumenti finanziari sottoscritti dal Tesoro per proteggersi dalle fluttuazioni dei tassi di interesse o del cambio sui quali il Parlamento, attraverso l’Ufficio di bilancio, chiede ora maggiore trasparenza.

Si tratta di contratti del valore di 163 miliardi di euro e che, al settembre 2014, presentavano un conto negativo potenziale da 36,87 miliardi, in pratica la cifra che lo Stato avrebbe dovuto sborsare se quella massa di derivati fosse stata chiusa al momento della rilevazione.

Il dato è stato presentato nel corso un’audizione alla Commissione Finanze della Camera da Maria Cannata, Capo della Direzione del Debito pubblico del Ministero dell’economia secondo cui sono tredici i contratti derivati stipulati dal ministero dell’Economia che presentano la “clausole di risoluzione anticipata legata al valore di mercato” e in uno di questi può essere esercitata nel 2015.

I derivati di Stato alimentano da anni polemiche e sospetti. L’episodio più discusso risale a gennaio 2012, quando in piena crisi finanziaria, il Tesoro ha versato a Morgan Stanley 2,6 miliardi di euro in conseguenza di una clausola di ‘Additional termination event’ presente in alcuni contratti.

La custode del debito pubblico dice che quella clausola era “unica nel suo genere” e il Tesoro ha negoziato attivamente chiudendo buona parte del portafoglio con Morgan Stanley.

(mt)