Italia rischia davvero procedura di infrazione per debito eccessivo?

4 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Grande attesa per domani quando si terrà il vertice dei commissari Ue, chiamato a valutare il debito italiano e proporre eventualmente all’Eurogruppo l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti del Paese.

Come riporta il Corriere della Sera, si starebbero venendo a creare due schieramenti. Da una parte il presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, il suo vice lettone Valdis Dombrovskis e altri commissari europopolari, in sintonia soprattutto con colleghi liberali, vorrebbero inviare subito un segnale duro al governo populista di Roma in vista della scadenza del loro mandato a ottobre.

Dall’altra il vicepresidente vicario della Commissione, l’olandese Frans Timmermans, candidato per la successione a Juncker, appoggiato da Pierre Moscovici e Federica Mogherini, vorrebbe far slittare il caso Italia a dopo l’assegnazione delle europoltrone di Consiglio dei governi, Bce ed Europarlamento.

A Bruxelles temono che l’Italia, se fosse valutata con seri problemi nei conti pubblici, possa chiedere uno “sconto” miliardario sulla contribuzione al bilancio Ue come quello concesso alla premier britannica Margareth Thatcher e poi anche a Germania, Olanda, Austria, Danimarca, Svezia, tutti Paesi rigoristi impegnati a fare pressione per far richiamare il governo di Roma.

Il Sole 24 Ore invece riporta come cosa fatta l’apertura di una procedura di infrazione.

“Le ultime indicazioni lasciano prevedere che salvo sorprese l’esecutivo comunitario riterrà giustificata una tale scelta, che in ultima analisi dipenderà dal Consiglio, possibilmente in luglio”. “Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, la relazione della Commissione conterrebbe dati eclatanti sulle ripetute manchevolezze dell’Italia in questi anni. Per esempio, il divario nel 2019 tra obiettivo e previsioni nella riduzione del debito sarebbe del 9%”.