Italia rimane in deflazione. “Non siamo usciti da crisi”

13 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Italia in deflazione per il quarto mese consecutivo, almeno su base annua. E’ quanto risulta dalle rilevazioni dell’Istat, che ha reso noto che ad aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, è sceso -0,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Su base mensile, si è registrato invece un aumento dello 0,2%.

Immediata la reazione dell’associazione dei consumatori Codacons, che ha affermato che i dati Istat “confermano l’allarme lanciato dal Codacons”, ovvero che l’Italia non è ancora uscita dalla crisi e il commercio versa in condizioni di difficoltà.

“La costante discesa dei prezzi al dettaglio, che ad aprile registrano una riduzione del -0,1% su base annua, è da attribuirsi alla mancata ripresa dei consumi delle famiglie”, ha detto Carlo Rienzi, presidente del Codacons. “La spesa degli italiani stenta a ripartire e i timidi segnali positivi sul fronte degli acquisti sono insufficienti a risollevare le sorti del commercio”.

Ancora, in mancanza di un deciso recupero dei consumi, il livello dei prezzi resta in deflazione: “un fattore questo che rallenta la ripresa economica del paese e porta l’Italia a crescere meno rispetto agli altri paesi europei”.

Tornando ai dati, la flessione su base annua è stata provocata soprattutto dal forte calo dei beni energetici (-6,4%; era -6,5% a marzo), dai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,6%, da +0,5% di marzo), dei Servizi relativi all’Abitazione (-0,2%, da -0,1% del mese precedente) e di quelli relativi alle Comunicazioni (-0,1%, da +1% di marzo).

L’aumento su base mensile dell’indice generale è da ascrivere principalmente ai rialzi – su cui incidono fattori stagionali, quali le festività pasquali – dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,0%); a contenere l’aumento è il ribasso dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (-2,4%).

L’inflazione acquisita per il 2015 si azzera (era -0,1% a marzo).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una variazione congiunturale nulla e una crescita su base annua stabile allo 0,8%.

Anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano su base mensile e fanno registrare un tasso tendenziale nullo (come a marzo).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,4% su base mensile e, dopo la variazione tendenziale nulla di marzo, diminuisce dello 0,1% su base annua (secondo la stima preliminare, il tasso tendenziale era pari a zero).

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su marzo e diminusce dello 0,3% su aprile 2014.