Italia: Ocse, il 39% dei giovani è disoccupato

30 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Italia è quarta tra i Paesi Ocse per percentuale di disoccupati tra i giovani under 25, con un tasso che sfiora il 39%. Lo riporta l’organizzazione nella presentazione del suo Piano d’azione sul lavoro, basata su dati di fine 2012. Davanti all’Italia solo Grecia e Spagna, che superano ormai il 50%, e il Portogallo, che si attesta al 40%.

L’11 % dei giovani ha rinunciato a carcare lavoro

In Italia il 21,5% degli under 25 è senza lavoro e fuori da educazione e formazione (Neet) e tra questi l’11% è “scoraggiato, disilluso, non cerca neanche più un lavoro perche’ pensa che non ce ne sia”. Così all’ANSA il direttore divisione lavoro Ocse, Stefano Scarpetta. La loro reintegrazione nel mercato sarà “difficile”.

“Sono difficili da recuperare perchè sono scoraggiati, disillusi, non hanno investito nel loro capitale umano, mancano dell’esperienza che solo il lavoro può dare”, spiega Scarpetta, aggiungendo che “queste difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro avranno ripercussioni anche nel loro futuro”.

E’ il cosiddetto ‘scarring effect’, l’effetto cicatrice: chi è entrato tardi e con fatica nel mondo del lavoro “avrà una possibilità di essere occupato inferiore, e un salario più basso, rispetto a persone con le stesse competenze e nella stessa fascia di età che sono però entrate in un momento differente”.
A cui va aggiunto, sottolinea ancora Scarpetta, l’effetto sulle pensioni future:

“L’Italia, come diversi altri Paesi, è passata a un sistema contributivo. Di conseguenza, chi comincia a versare contributi avrà una pensione più bassa, e sarà quindi più esposto al rischio di povertà”.

La vera sfida sta quindi nell’offrire a questi giovani che hanno rinunciato, e che “sono anche difficili da contattare, perchè “non cercando più non vanno neanche alle agenzie del lavoro”, nuove opportunità e soprattutto nuova mativazione.

Per esempio, suggerisce Scarpetta, attraverso campagne informative per illustrare l’azione di governo e imprese sul tema della disoccupazione giovanile. “Perchè per loro – conclude – sarebbe importante sapere che il governo sta facendo qualcosa, e offre loro qualcosa di concreto”.

Oltre il 20% dei giovani senza lavoro da almeno un anno

La disoccupazione di lungo periodo è considerevolmente aumentata tra i giovani dal 2007, dato che oltre un giovane su cinque tra 15 e 24 anni oggi è senza lavoro da almeno un anno”, scrive l’Ocse.

In particolare, aggiunge l’organizzazione, “22 milioni di giovani sono oggi Neet: senza lavoro, senza istruzione nè formazione. Due terzi di questi hanno abbandonato la loro ricerca di lavoro e rischiano di affrontare lunghi episodi di disoccupazione e di avere dei salari inferiori a quelli dei loro pari per tutta la loro carriera”. (Rainews)