“Italia non si rilassi, debito è elevatissimo”

29 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “L’Italia non può rilassarsi”. Con queste parole Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha risposto alla domanda di un giornalista italiano, in merito alla proposta della Commissione stessa, resa ufficiale oggi, di chiudere la procedura per deficit eccessivo aperta nel 2009.

Sottolineando che secondo le previsioni il rapporto debito/pil dell’Italia sarà del 134% nel 2014, Barroso ha parlato di “debito elevatissimo” e di “un grande lavoro da fare”.

Più in generale, la Commissione ha sottolineato che l’Italia deve “rivedere l’ambito di applicazione delle esenzioni e aliquote ridotte dell’Iva e delle agevolazioni fiscali dirette e procedere alla riforma del catasto allineando gli estimi e rendite ai valori di mercato”. Appello per “proseguire la lotta all’evasione fiscale, e migliorare il rispetto dell’obbligo tributario e contrastare in modo incisivo l’economia sommersa e il lavoro irregolare”.

La Commissione ha riconosciuto che l’Italia ha rispettato l’obiettivo del deficit al 3% rispetto al Pil nel 2012, facendo riferimento anche al rapporto disavanzo/Pil del 2,9 quest’anno e dell’1,8% nel 2014, secondo il ‘Programma di stabilità’ adottato dal governo.

“La procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell’Italia – si legge in una nota della Commissione – è stata avviata nel 2009. Dopo un picco del 5,5% del Pil nel 2009, il disavanzo pubblico dell’Italia è stato progressivamente ridotto fino ad arrivare al 3,0% del Pil nel 2012, cioè entro il termine fissato dal Consiglio. Secondo il programma di stabilità 2013-2017, adottato dal governo italiano il 10 aprile 2013 e approvato dal Parlamento italiano il 7 maggio, nel 2013 il disavanzo registrerà una leggera diminuzione al 2,9% del Pil, per poi scendere all’1,8% del Pil nel 2014″.

“Nell’ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2013 dei servizi della Commissione indicano un disavanzo del 2,9% del Pil nel 2013 e del 2,5% del Pil nel 2014, ossia inferiore al valore di riferimento indicato nel trattato (3% del Pil)”, conclude la nota.

Oltre che per l’Italia, la Commissione europea ha raccomandato al Consiglio Ue di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi di Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania. La Commissione ha raccomandato anche al Consiglio di avviare una procedura per i disavanzi nei confronti di Malta.