Italia: Fitch alza Pil 2016, ma resta ultima in Eurolandia

7 Dicembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Una notizia positiva per l’economia italiana. Oggi l‘agenzia di rating internazionale Fitch ha comunicato di aver rivisto a +1,3%, a fronte del +1,1% indicato a settembre le stima del Pil  2016. Vista in accelerazione la crescita per il 2017 quando e’ stato confermato un rialzo dell’1,7% mentre e’ stata reiterata al +0,7% la per l’anno in corso.

Nel 2016 l’economia italiana chiudera’ dunque “il suo primo anno intero di crescita dal 2011”, si legge nella nota dell’agenzia. Nonostante la revisione tuttavia quella del nostro paese “continua ad essere la performance più debole tra i maggiori Paesi della zona euro”.

L’Italia – continua il rapporto – “dovrebbe beneficiare in modo crescente dall’effetto combinato della riforma del mercato del lavoro, dall’allentamento delle condizioni monetarie, dal miglioramento della domanda estera, dall’indebolimento dell’euro e dal calo dei prezzi del petrolio”.

Nonostante la revisione positiva, l”Italia, come accennato, resta tuttavia fanalino di coda di Eurolandia. Nel suo Global Economic Outlook trimestrale, Fitch prevede per la zona euro una crescita dell’1,7% sia nel 2016 sia nel 2017 (dopo +1,5% nel 2015).

Per la Germania le previsioni puntano a +1,9% su entrambi gli anni e per la Francia a +1,5%. Per la Spagna le attese sono di +2,5% nel 2016, dopo +3,1% quest’anno e +2,2% nel 2017.

Nella prima meta’ del 2015, nota Fitch, le scorte sono state il principale traino della crescita e hanno piu’ che controbilanciato il freno dall’export. I consumi delle famiglie sono aumentati dello 0,4% nel secondo e terzo trimestre 2015, il ritmo piu’ veloce dal 2010, grazie al calo dei prezzi. Fitch, d’altro canto, non si aspetta che gli investimenti crescano prima del 2016 a causa dell’eccesso di capacita’ nell’economia.

La vera nota dolente è rappresentata dal lavoro. La disoccupazione dovrebbe scendere solo gradualmente: dopo avere raggiunto il 13% nel novembre 2014 ed essere scesa all’11,5% nell’ottobre 2015, la disoccupazione dovrebbe essere in media pari all’11,6% nel 2016 e all’11,2% nel 2017.

Resta invariata rispetto a settembre la stima di inflazione allo 0,2% nel 2015 e all’1% nel 2016.